FOTOVOLTAICO: ADESSO CONVIENE DI PIÙ

Con le nuove regole un impianto è più vantaggioso e i prezzi sono calati

Gli impianti fotovoltaici rientrano tra le spese detraibili fiscalmente al 50% (ossia la detrazione fiscale prevista per le ristrutturazioni edilizie). Ma c'è un'altra nota importante: la detrazione al 50% è cumulabile con lo scambio sul posto. Sono già centinaia i progetti che noi abbiamo portato a termine con questa vantaggiosa soluzione: il rientro dell'investimento avviene di solito tra il quinto e il settimo anno!

Si tratta, come detto, di una strada (detrazione al 50% con scambio sul posto) sulla quale si è pronunciata ufficialmente l'Agenzia delle Entrate. Pronuncia che è arrivata il 14 marzo 2013. Da allora le detrazioni fiscali sono diventate una reale e sicura soluzione per installare il proprio impianto fotovoltaico. Attenzione: per gli impianti realizzati dopo il primo gennaio 2015 la percentuale di detrazione potrebbe cambiare.

DETRAZIONI FISCALI + SCAMBIO SUL POSTO

Una famiglia che installa il fotovoltaico può usufruire dei vantaggi delle detrazioni fiscali abbinati allo scambio sul posto. Proviamo a dare qualche indicazione in più. I vantaggi sono tre: le detrazioni fiscali, lo scambio sul posto e, naturalmente, il risparmio sulla bolletta.

1) Le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, che erano del 36%, sono state portate al 50% fino al 31 dicembre 2014 sede Ubisol impianto facciata e poi, salvo proroghe, andranno al 40%. Le spese detraibili devono essere pagate tramite bonifico bancario o postale. Non occorre invece - come qualcuno temeva - produrre documentazione che attesti il risparmio energetico conseguito: basta conservare la documentazione comprovante l'avvenuto acquisto e installazione dell'impianto fotovoltaico. Le detrazioni fiscali possono essere abbinate allo Scambio sul posto. Con le detrazioni, la spesa per l'impianto viene detratta in 10 rate di uguale importo sull'Irpef  (quindi in dieci anni) e possono accedere le persone fisiche (non solo i proprietari ma anche i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi)*.

2) Lo scambio sul posto è il meccanismo per dare un valore all'energia prodotta dai pannelli e non consumata istantaneamente. Un esempio: a mezzogiorno il mio impianto sta producendo energia, ma io non sono in casa e quindi non la consumo. Quell'energia - prodotta e non consumata - non va sprecata: viene immessa nella rete elettrica (che funziona come un magazzino virtuale).

sede Ubisol impianto facciataPeriodicamente avviene una compensazione tra il valore dell'energia prodotta e immessa in rete (perché non consumata) e il valore dell'energia prelevata dalla stessa rete (ad esempio di sera, quando non c'è il sole). Il meccanismo dello scambio sul posto permette quindi di farsi rimborsare una parte di quanto pagato in bolletta. Un esempio elementare, anche troppo: se il mio impianto ha prodotto 10 e ho immesso 4 in rete, significa che 6 l'ho consumato direttamente. I 4 che ho immesso in rete mi verranno rimborsati tramite bonifico sul mio conto corrente.

3) Il terzo vantaggio, come per il conto energia, è quello del taglio delle bollette: l'energia che produco con i miei pannelli e che consumo istantaneamente mi fa risparmiare sulla bolletta (visto che utilizzo la mia energia e non quella della rete).

*L'Agenzia delle Entrate spiega che la detrazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese: proprietari o nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie); locatari o comodatari; soci di cooperative divise e indivise; imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce; soci di società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari, alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali. Inoltre, ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento di ristrutturazione, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.