25/01/10 20:50

AMIANTO, DA MINACCIA A OPPORTUNITA'

Un sostanzioso aiuto dalle casse statali per rimuovere l’amianto dai tetti degli edifici di cittadini, aziende private ed enti pubblici. E’ la novità che deriva da una recente normativa nazionale, una possibilità sconosciuta ai più e che viene sfruttata solo sporadicamente. In estrema sintesi, si tratta di trasformare la copertura in eternit (o comunque contenente amianto) in un tetto fotovoltaico. In questi casi, infatti, un decreto del ministero dello Sviluppo Economico stabilisce che il privato, l’azienda o l’ente che si impegnino a smantellare un tetto in amianto prevedendo al suo posto un impianto fotovoltaico, percepiscono un incentivo del Conto Energia maggiorato del 5 per cento per venti anni. Una pratica già applicata con successo a Rimini e in Emilia-Romagna, dove la Ubisol ha effettuato nel 2009 interventi di questo genere su oltre 3mila metri quadri di coperture.

Marco Polazzi, responsabile commerciale della Ubisol, azienda riminese specializzata in energie rinnovabili, dà un quadro della situazione: “E’ un’opportunità che, a conti fatti, consente a un cittadino di vedersi coperti i costi dello smaltimento dell’eternit, circa 10 euro a metro quadro, e del rifacimento della nuova copertura. Senza considerare che, come noto, gli incentivi statali e i meccanismi del Conto energia ripagano completamente l’impianto fotovoltaico e lo trasformano addirittura in un investimento, che azzera i costi della bolletta energetica e dà una rendita al proprietario. Paradossalmente, chi ha una copertura in eternit può considerarsi fortunato, avendo la possibilità di ritrovarsi un impianto fotovoltaico a costo zero e vedendosi coperte le spese per la rimozione  e lo smaltimento dell’amianto. Senza considerare la rendita che, per venti anni, deriverà dalla produzione di energia. Insomma, se chi realizza un impianto fotovoltaico, grazie ai vantaggi del Conto energia, ci guadagna, chi ha un tetto o una copertura in eternit ci guadagna in maniera ancora più sostanziosa”.

Una procedura, quella dell’eliminazione dell’eternit attraverso la riconversione della copertura in impianto fotovoltaico, che la Ubisol ha già messo in pratica nel Riminese e in Emilia-Romagna in diversi casi, come ricorda Marco Polazzi: “E’ una strada che consigliamo quando è possibile, visti i vantaggi che ne derivano. L’abbiamo già adottata con soddisfazione per alcune aziende, che così hanno potuto ammortizzare i costi per la rimozione della copertura in amianto, ritrovandosi inoltre un impianto per la produzione di energia pulita”.  

“Un esempio rende intuibile il meccanismo – conclude il responsabile commerciale della Ubisol – Basta considerare il caso, abbastanza comune, del cittadino o dell’azienda che si ritrova con una struttura con un tetto in amianto di 50 metri quadri. Una copertura di queste dimensioni si può trasformare in un impianto fotovoltaico da 6 kWp, che al proprietario rende, grazie all’energia prodotta e agli incentivi del Conto energia, circa 96.600 euro in venti anni, esentasse. Soldi che vengono versati  mensilmente dallo stato direttamente sul conto bancario del proprietario, coprendo abbondantemente tutti i costi dell’impianto e dello smaltimento, trasformandoli in un investimento proficuo (stimato in una rendita annua del 9 per cento secondo i calcoli di una ricerca pubblicata dal Sole24Ore il 27 maggio 2009 e riferito al Tir, tasso annuale di ritorno effettivo, per un impianto fotovoltaico integrato)”.

Nelle foto il capannone di un'azienda agricola prima e dopo l'intervento Ubisol

 

 

Webdesign: Inèditart - Ubisol s.r.l. - Via dello Stambecco, 6/f - 47923 Rimini - P.iva 03560230405 - info@ubisol.it
Tutti i diritti riservati Ubisol S.r.l.