19/09/09 12:44
ENERGIA DAL FOTOVOLTAICO PER DUE TERZI DELLA POPOLAZIONE MONDIALE.
RIMINI - Quattro miliardi di persone, ossia due terzi della popolazione mondiale, trarranno la loro energia dal sole e dal fotovoltaico. Una previsione che si concretizzerà entro il 2030. E’ quanto prevede il rapporto Solar Generation presentato da Greenpeace e da Epia (European photovoltaic industry association).
“Secondo il nostro rapporto - spiegano dall’ufficio stampa di Greenpeace - entro il 2030 saranno installati 1.800 GW di pannelli solari nel mondo, capaci di generare 2.600 miliardi di chilowattora pari al 14 per cento circa del fabbisogno mondiale di elettricità, oltre il doppio di quanto fornito oggi dal nucleare, e senza i pericolosi effetti collaterali relativi alla gestione delle scorie. La crescita del fotovoltaico porterà energia pulita a 1,3 miliardi di persone in regioni urbanizzate e a oltre 3 miliardi in aree non ancora raggiunte dall’elettricità”.
Una svolta che ha naturalmente grandi e positive implicazioni per quel che riguarda il nostro ambiente: “Questo genere di sviluppo – continuano gli esperti di Greenpeace - è parte della rivoluzione energetica necessaria per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni globali di gas serra del 50 per cento al 2050. In Italia, nonostante il boom che sta avendo la tecnologia, si potrebbe fare cento volte tanto. Ancora oggi oltre l’82 per cento degli incentivi alla produzione di energia elettrica vanno a impianti a base fossile e non alle fonti rinnovabili”.
Un rapporto, quello dell’associazione ambientalista, che gli ingegneri della Ubisol di Rimini commentano con soddisfazione: “Vanno calcolati almeno due effetti positivi per la nostra società e per il pianeta terra: da una parte la drastica riduzione delle emissioni di CO2, dall’altra il fatto che la crescita del fotovoltaico significa creare migliaia di posti di lavoro”. Secondo le proiezioni del rapporto Solar Generation, infatti, “già oggi sono circa 120mila i ‘colletti verdi’ che lavorano nel fotovoltaico nel mondo, dato che potrà raggiungere i 2 milioni nel 2020 e i 10 milioni nel 2030”.