21/02/11 12:51

FOTOVOLTAICO, ACCUSE STRUMENTALI DALLE GRANDI LOBBY

Le energie rinnovabili sembrano essere diventate un altro dei terreni di scontro della politica italiana. Una situazione che rischia di buttare in bagarre un dibattito che andrebbe svolto seriamente, dati alla mano, come è avvenuto nel resto d’Europa.

Per porre rimedio alle ultime sciocchezze messe in giro sull’energia verde è dovuta scendere in campo Legambiente. L’associazione ambientalista ha spiegato – dati alla mano, per l’appunto – che i costi del fotovoltaico sono limitati e non incidono sulle bollette degli italiani, come avevano invece fatto intuire il Gestore dei servizi energetici e il presidente dell’Authority Alessandro Ortis, che nelle settimane scorse avevano denunciato la crescita a dismisura degli impianti fotovoltaici e la presunta insostenibilità per la collettività dei costi legati alla loro incentivazione. La realtà, illustrata in una conferenza stampa al Senato, è apparsa molto diversa.

Ne è convinta Legambiente, scesa in campo nei giorni scorsi a fianco del senatore del Pd Francesco Ferrante e dell’Asso Energie Future nell’ambito del Grid Parity Project per ribattere punto su punto alla valanga di accuse piovute addosso al fotovoltaico: nemico dell'agricoltura e del paesaggio, preda degli speculatori, troppo costoso con ricadute drammatiche in bolletta.

“Il prezzo scarso di un solo caffè con cornetto, ogni mese:  1 euro e 70 centesimi, a partire dal 2011. È quanto costerà in bolletta, a ogni famiglia italiana, lo sviluppo dell’energia solare nel nostro paese. A fronte di questa spesa, c’è un nutrito pacchetto di vantaggi", ha spiegato il presidente di Asso Energie Future Massimo Sapienza.

“Raggiungendo l'obiettivo fissato per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia - ha precisato ancora Sapienza - si taglieranno le emissioni nazionali di gas serra del 5 per cento entro il 2020 portando l’Italia verso l’obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto. I posti di lavoro creati dal fotovoltaico, che sono già oggi 15mila (lo stesso numero di addetti di una grande industria nazionale, come ad esempio la Barilla), saliranno a un totale valutato tra 210mila e 225mila nei prossimi 9 anni. E infine, entro il 2020 l’energia dal sole produrrà 110 miliardi di euro in termini di ricchezza generale, portando alle casse dell'erario circa 50 miliardi di euro nei prossimi 30 anni”.

A fronte di questi vantaggi, ha ricordato il senatore democratico Francesco Ferrante, le rinnovabili sono comunque bersaglio di attacchi strumentali resi possibili dal fatto che le bollette italiane sono le più care d’Europa. “Le energie pulite vanno difese da attacchi strumentali e speculativi”, ha sottolineato il direttore di Legambiente Rosella Muroni.

“Il vero problema – ha ribadito quindi Ferrante - è capire come si forma il costo in bolletta". Sulla cifra impressa sul bollettino che ci arriva ogni bimestre nella casetta della posta pesano infatti i cosiddett i “oneri di sistema” che nulla hanno a che fare con la produzione dell'energia e tanto meno con quella rinnovabile.

“Gli incentivi per le fonti pulite - ha ricordato il sentore Ferrante - pesano per meno della metà del totale degli oneri di sistema: nel 2010 circa 2,7 miliardi su un totale di oltre 5,8 miliardi di euro". "E' quindi ora di fare un po' di pulizia e liberare le nostre bollette elettriche da oneri che risultano del tutto impropri. Tra gli oltre 3 miliardi di euro non destinati alle rinnovabili che hanno gravato sulle bollette elettriche degli italiani nel 2010 - ha lamentato ancora il senatore - vi sono ben 285 milioni che sono destinati all'eredità nucleare e oltre 1,2 miliardi di euro per il famigerato Cip6, nel 2010 incentivava le cosiddette assimilate, quindi un incentivo al fossile".

Altra accusa contestata durante la conferenza stampa è quella che il fotovoltaico deturpa il paesaggio e sottrae terra coltivabile all’agricoltura. Anche qui sono arrivati i dati: “Sono circa 2.400 su 4.700 i MW che incidono sul terreno agricolo. In tutto 4.800 ettari a fronte di 1 milione di ettari non coltivati e di una superficie coltivabile pari a 13 milioni di ettari, rispetto alla quale rappresentano lo 0,04% del totale”.

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