13/05/10 10:19
FOTOVOLTAICO, "BASTA CON LE INESATTEZZE"
Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni pubbliche di questi giorni riguardo agli impianti fotovoltaici a terra e sul limite dei 100 Kwp del segretario comunale del Pd di Rimini e del coordinamento dei Verdi. L’unica spiegazione che riusciamo a darci di fronte a certe posizioni è che nel mondo politico (così come in quello delle amministrazioni locali), manca spesso una seppur minima consapevolezza dei problemi. Ci spiace dover notare che, per molti soggetti, gli aspetti tecnici di questa materia restano oscuri. Ma tant’è, e parlare per sentito dire e senza le dovute conoscenze rischia di creare un dibattito privo di senso.
Una breve premessa per evitare che qualcuno pensi che interveniamo spinti da motivazioni imprenditoriali: se è vero che noi della Ubisol siamo una delle aziende della regione che ha realizzato il maggior numero di impianti fotovoltaici in questi ultimi 4 anni, è altrettanto certo che il nostro core business è quello degli impianti domestici. Su circa 250 impianti fotovoltaici da noi realizzati in diverse regioni italiane (quindi anche dove non esistono limiti), nemmeno uno supera i fatidici 100 Kwp e neppure uno è installato a terra.
Il problema che intendiamo segnalare con forza è di natura culturale: non si può parlare a caso senza avere le opportune conoscenze, soprattutto in materie strategiche per il nostro futuro e le nostre comunità come quelle ambientali.
Veniamo ai punti. Il primo: Lino Gobbi del Pd e i Verdi riminesi chiedono che con il fotovoltaico non avvenga “l’occupazione di ulteriori pezzi di terra”. Ebbene, a Rimini “pezzi di terra” occupati dal fotovoltaico non esistono. Se poi ci si riferisce a una più generica occupazione del territorio, forse si sta pensando alle politiche del mattone e del cemento degli ultimi 15 anni. Ma di queste politiche il Pd di Lino Gobbi è stato fiero protagonista. Va inoltre detto che palazzi ed eventuali nuovi stadi occupano il suolo per sempre, mentre per gli impianti fotovoltaici le norme della Provincia già prevedono che, dopo 20 anni, i terreni debbano essere ripristinati esattamente come erano.
Secondo punto: Lino Gobbi spiega che “esistono i tetti degli edifici pubblici da occupare con il fotovoltaico”. Siamo d'accordo, ma si tratta ancora di parole vuote: quanti pannelli fotovoltaici sono stati installati sui palazzi dell'ammninistrazione provinciale e comunale in questi quattro anni di incentivi in Conto Energia a Rimini? La risposta a Lino Gobbi la forniamo noi: zero. Anche in questo caso le dichiarazioni del segretario Pd contraddicono la pratica politica di parte del suo partito, che a chiacchiere si dichiara favorevole alle rinnovabili e, nei fatti, dimostra non solo di frapporre obiettivi allo sviluppo sostenibile, ma soprattutto di non conoscere questi argomenti.
Terzo punto: i Verdi riminesi avvertono del rischio di fare errori per la “fretta di intercettare il treno degli incentivi”. E’ vero che gli incentivi potrebbero diminuire a fine anno, ma questo è noto dal febbraio del 2007: perché i Verdi riminesi, paladini delle energie pulite, non si sono attivati già da allora per stimolare nuove decisioni su questi temi? E’ questa la strada che abbiamo imboccato noi stessi, insieme agli ambientalisti più accorti e informati e di concerto con le aziende di questo settore.
Anche se non è il nostro mestiere, ci permettiamo un ultimo appunto proprio sulle linee politiche di questi territori, per poterle meglio comprendere nella nostra veste di elettori: le scelte del Pd riminese sono quelle dell’assessore provinciale all’Ambiente Stefania Sabba, che afferma che il limite dei 100 Kwp sarà presto superato, o quelle del segretario comunale, che ritiene quel limite invalicabile? E ancora: a livello locale vengono scavalcate anche le posizioni della parlamentare Elisa Marchioni? In ultimo: sul prossimo numero della nostra rivista aziendale, ED-energia pulita e dintorni, riporteremo un’intervista all’assessore regionale alla Green Economy, Gian Carlo Muzzarelli, che tra le altre cose afferma, testualmente: “Metteremo subito in cantiere l’aggiornamento del Piano energetico regionale, riprendendo proprio dallo sviluppo dell’energia fotovoltaica. E affrontando, contestualmente, il nodo dell’inserimento degli impianti sul territorio, utilizzando ad esempio terreni non produttivi”.
Insomma, le politiche sulle energie rinnovabili per Rimini vengono elaborate da qualche dirigente locale del partito e da qualche burocrate, o fanno parte di una scelta ampia e condivisa, come sarebbe auspicabile per una formazione politica con le aspirazioni del Pd?
In sintesi, sul fronte degli impianti a terra, la sfida è quella di progettare interventi di dimensioni accettabili in aree marginali. Bisogna passare attraverso una concezione intelligente di questi impianti, senza assumere posizioni pregiudiziali prive di qualsiasi fondamento tecnico e scientifico.
Da ultimo, un interrogativo banale ma esemplificativo: meglio centinaia di impianti da 100 Kwp su qualsiasi terreno (cosa possibile con le attuali norme della Provincia), o degli impianti anche di maggiori dimensioni ma solo su determinate parti del territorio, indicate da regolamenti provinciali che salvaguardino agricoltura e paesaggio?
Ing. Francesco Rinaldi
Amministratore delegato Ubisol s.r.l.