30/11/09 09:52

IL NOBEL RUBBIA BOCCIA IL NUCLEARE

“Nucleare e combustibili fossili si portano dietro un’enorme mole di problemi irrisolti. C’è un’unica soluzione: cambiare rotta e puntare sul solare”. La dichiarazione non è di un attivista ambientalista, ma del premio Nobel Carlo Rubbia, che in un’intervista per La Repubblica è tornato a ribadire concetti che ormai esprime da anni. Rubbia spiega che da un lato, con i combustibili fossili, si hanno problemi ambientali che l’ambiente. E dall'altro, se si guarda al nucleare, ci si accorge che si è di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. “La strada promettente è piuttosto il solare - spiega Rubbia -  che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell'Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti”. A chi gli chiede cosa ne pensa delle scelte del governo italiano, il premio Nobel replica con amarezza: “Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano".
La strada indicata da Carlo Rubbia è chiara, anche quando si volge lo sguardo verso le altre nazioni: “La Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell'arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l'amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi".

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