26/01/11 12:36

IMPRESE AGRICOLE, 9 MILIONI DALLA REGIONE PER IL FOTOVOLTAICO

Un piano regionale di aiuti per le imprese agricole che punta allo sviluppo del fotovoltaico e del biogas, con contributi per 9 milioni di euro. L'Emilia-Romagna si è posta un obiettivo preciso: incrementare in quattro anni di 500 Mw la produzione di agroenergie.

Il piano regionale, presentato il 24 gennaio 2011,  spingerà  la produzione di energia verde attraverso alcune azioni principali: attività di informazione per gli imprenditori agricoli, uno  sportello informativo on line e servizi di consulenza. Ma la novità più allettante per gli imprenditori agricoli arriva ad aprile 2011: in questo periodo infatti si apre il bando che mette a disposizione nove milioni di euro per promuovere le agroenergie.

Sei azioni – dall’informazione all’assistenza tecnica; dai contributi in conto capitale ai crediti agevolati delle banche, allo snellimento delle procedure di autorizzazione e di allacciamento- per sostenere la produzione di energia verde dai campi. Riducendo l’utilizzo di combustibili fossili, contrastando l’effetto serra e fornendo un reddito integrativo alle aziende agricole.

"Questo piano - spiega l'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni- ha due scopi, uno quantitativo, cioé raggiungere in quattro anni una produzione di energia da fotovoltaico e da biogas di 500 Mw (400 fotovltaico e 100 biogas) dai 33 Mw attuali; e uno qualitativo, che riguarda l'utilizzo di risorse già esistenti e non utilizzate come, ad esempio, i tetti delle strutture dedicate alla zootecnia, in grado potenzialmente di produrre 1900 Mw elettrici se coperti di pannelli fotovoltaici, e gli scarti e i sottoprodotti di questo tipo di lavorazione in grado di produrre 130 Mw attraverso il biogas".

L'assessore sottolinea che "lo scopo è quello di far sapere soprattutto alle piccole e medie imprese agricole la convenienza che c'é nel produrre questo tipo di energia, in modo che questa nuova attività possa contribuire al reddito delle imprese".

"La nostra idea - continua l'assessore - è quella di smussare alcuni angoli che rendono faticoso l'accesso". In particolare, sono previsti incontri tecnici con gli addetti ai lavori oltre a uno sportello informativo online, a un numero verde e a due caselle di posta elettronica dedicate.

Sul piano della semplificazione burocratica, infine, saranno garantite procedure di autorizzazione omogenee e allacciamenti alla rete elettrica nazionale più veloci grazie a un'intesa con Enel e i principali distributori che operano in Emilia-Romagna.

Gli incentivi economici
Con il Piano nel 2011 sono in arrivo per promuovere le agroenergie risorse pari a 9 milioni di euro. Verranno erogate attraverso un bando in uscita ad aprile e il contributo previsto coprirà fino al 50% del costo dell’intervento sia per il biogas che per il fotovoltaico con un massimo di 200 mila euro per impianto.

Per la parte dell’intervento a carico dell’imprenditore agricolo, sono previste  forme di  prestiti a tassi agevolati da parte del sistema bancario.

Per  l’imprenditore agricolo che deciderà di realizzare impianti per il biogas o fotovoltaici  vi sono poi i vantaggi legati alle tariffe per la produzione di energia elettrica.
Per gli impianti fotovoltaici valgono le norme del Conto Energia con tariffe di incentivi diverse a seconda dei casi e che arrivano fino a 0,40 centesimi per KW prodotto.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, come detto, la Regione punta a incrementare di 400 MW la produzione di energia elettrica e calore, di cui  200 MW tramite impianti sui tetti (pari al 20%  dei circa 14 milioni 500 mila metri quadrati  cui ammonta la superficie dei tetti delle aziende agricole potenzialmente idonei) e altrettanti attraverso impianti a terra.

Per gli impianti a terra varranno i limiti previsti dalla  recente delibera regionale e dalla normativa nazionale a tutela della attività agricola, che deve rimanere attività prevalente, e del paesaggio: non più di 200 KW di potenza per singolo impianto aumentabile di 10KW per ogni ettaro di terreno posseduto, fino a un massimo di 1 MW.

Qui sotto uno dei 500 impianti realizzati dal Gruppo Ubisol

 

 

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