12/05/10 11:37
LA PARLAMENTARE RIMINESE INTERROGA IL MINISTRO
Anche sette mesi di attesa, se si ha la sfortuna di avere bisogno di una linea di allaccio di un chilometro; mentre per un semplice contatore per un impianto di soli 3 Kw bisogna attendere oltre tre mesi: sono i tempi previsti per avere risposte da Enel, tra preventivo, autorizzazione ed installazione di impianti fotovoltaici, scritti nero su bianco nei protocolli.
Il rischio che tempi così lunghi scoraggino di per sé i cittadini è realistico, senza contare poi i tempi necessari per ottenere eventuali permessi per costruire e per autorizzazioni provinciali o regionali. Insomma, per essere l'economia del futuro, l'installazione di impianti fotovoltaici allo stato attuale è un percorso a ostacoli. E' quanto fa notare al ministro dell'Ambiente la deputata Elisa Marchioni, in una interrogazione che affronta le complesse e – soprattutto – lente procedure per poter vendere l'energia pulita prodotta all'Enel.
“E meno male che in un decreto si dice che «gli impianti alimentati da fonti rinnovabili... sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti»” dice la parlamentare riminese. “Ci troviamo di fronte a un paradosso non da poco. Gli impianti fotovoltaici sono una risorsa, sono economici, interessano agli utenti, e danno lavoro anche sul territorio. Per citare due casi emblematici, il Comune di Morciano raddoppierà il padiglione fieristico finanziandolo interamente con l'impianto fotovoltaico, e cooperative locali come 'Formae' partecipano al bando. E sempre a Rimini abbiamo le aziende che realizzeranno gli impianti al più grande gruppo d'acquisto (Gruppi acquisto solidale, i GAS) regionale, la Ubisol inseme alla cooperativa Ecoservizi l'Olmo. E invece di sveltire le pratiche per virare rapidamente verso un'economia energetica ecocompatibile, scoraggiamo tanti e mettiamo fuori gioco chi non si può permettere di aspettare così a lungo.
Inoltre, da più di un anno, chi opera nel settore attende il decreto che rinnova gli stanziamenti di incentivi: non sapendo cosa prevederà il futuro, è difficile programmare strategie. Questo penalizza realtà che meritano invece il pieno appoggio per lavorare al meglio".
Oltre al problema dei tempi tecnici dilatatissimi, c'è anche un risvolto economico non da poco. “L'utente deve pagare il 30 per cento del costo delle opere Enel all'accettazione del preventivo, e provvedere al saldo quando, eseguite le opere che Enel prescrive a carico dell'utente, viene richiesto l'allaccio. - spiega la deputata riminese - Gli oneri di allaccio richiesti da Enel possono raggiungere anche alcune decine di migliaia di euro, e di conseguenza la richiesta di pagamento praticamente anticipato, produce un ulteriore carico finanziario in capo all'utente. Se poi a tutto ciò si aggiunge il fatto che i materiali necessari per realizzare la parte fotovoltaica dell'impianto di produzione, vanno anch'essi pagati in anticipo e per impianti grandi le cifre raggiungono le centinaia di migliaia di euro e oltre, credo che l'impegno finanziario richiesto rapportato alla dilatazione dei tempi è tale da demotivare gli utenti a iniziare la procedura per la costruzione degli impianti”. In conclusione, Elisa Marchioni chiede con forza al Governo se creda davvero nel fotovoltaico come risorsa, e come intenda rendere “più accessibile la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare” contribuendo significativamente alla riduzione di anidride carbonica in atmosfera secondo quanto contenuto nel protocollo di Kyoto.
La parlamentare riminese Elisa Marchioni
http://www.elisamarchioni.it/