02/12/10 18:44

LE IMPRESE ITALIANE DEL FOTOVOLTAICO SCRIVONO A REPORT

Nella puntata andata in onda su RaiTre domenica 28 novembre, la trasmissione Report ha dedicato un approfondimento sul tema delle rinnovabili descrivendo, in particolare, gli incentivi alle rinnovabili come un “meccanismo perverso succhiasoldi”. Non si è fatta attendere la risposta del Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane) aderente a Confindustria Anie, che in una lettera indirizzata a Milena Gabanelli ha trasmesso alla redazione della testata alcune doverose precisazioni, con l’auspicio che le possano essere veicolate ai telespettatori.

La Gifi ha voluto in primo luogo evidenziare un aspetto importante: i benefici per il Sistema Paese che lo sviluppo del fotovoltaico ha creato, anche per effetto della legge di incentivazione del Conto Energia.“La quasi totalità della forza lavoro impiegata nell’installazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici, figure professionali di elevata specializzazione e vario profilo, è italiana – si precisa nella lettera che Gifi/Anie ha trasmesso alla Gabanelli - In soli tre anni lo sviluppo del mercato fotovoltaico ha creato in Italia almeno 20.000 posti di lavoro lungo tutta la filiera e ne stimiamo ulteriori 70.000 per i prossimi 10 anni. Sono numeri importanti che ci permettono di osservare come, in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, l’industria fotovoltaica italiana, anche beneficiando dell’incentivazione, ha potuto fronteggiare la crisi e nel contempo creare nuova occupazione”.

La lettera ricorda che oltre il 99% degli impianti fotovoltaici italiani è di taglia piccola e media,con l’obiettivo di aiutare le famiglie e le aziende a ridurre significativamente le spese energetiche. Di contro l’1% di impianti di grande taglia, che in termini di potenza installata rappresenta una quota molto rilevante, aiuta il settore nel suo complesso, garantendo economie di scala che vanno a vantaggio anche dei piccoli utenti, con riduzioni nei costi d’impianto che in pochi anni sono diminuiti anche del 40%. I costi reali per la collettività sono molto inferiori ai costi derivanti dalle tariffe incentivanti in quanto i ricavi del Conto Energia, a parte i casi in cui il proprietario dell’impianto è una persona fisica, sono soggetti a imposizione fiscale. Le aziende del settore, nate proprio grazie alla disponibilità di tali incentivi, restituiscono allo Stato tramite la normale fiscalità un’ulteriore importante quota dei fondi utilizzati per la diffusione degli impianti fotovoltaici.

“Il ruolo degli incentivi è quello di accompagnare gradualmente la crescita del fotovoltaico, fino a quando sarà un mercato capace di camminare con le proprie gambe - specificano dalla Gifi -. Chi guarda agli incentivi come a un sussidio perenne o a una occasione di speculazione opera in errore”.

La lettera alla redazione di Report non ha tralasciato, infine, il delicato tema della legalità: “Report più volte in passato ha mostrato casi di Paesi europei quali buoni esempi da seguire in tema di sviluppo delle fonti rinnovabili, denunciando l’arretratezza dell’Italia – ha dichiarato Valerio Natalizia Presidente Gifi/Anie - La situazione oggi è finalmente cambiata, probabilmente grazie anche alle passate denunce di Report e di questo la trasmissione andata in onda lo scorso 28 novembre non ha tenuto conto. Il rischio che ci preoccupa maggiormente è che nel pubblico si diffonda un’opinione sbagliata sul fotovoltaico. Alla luce degli oggettivi vantaggi per la collettività e, più in generale, per il Sistema Paese – ha concluso Natalizia - il fotovoltaico ha invece bisogno di un supporto fattivo da parte di testate di informazione importanti come Report e dai mezzi di comunicazione in generale”.

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