14/02/11 11:14
L'EMILIA ROMAGNA RIBADISCE IL NO AL NUCLEARE E IL SI' ALLE RINNOVABILI
L'Emilia-Romagna ribadisce la sua contrarietà ad ospitare una centrale nucleare sul proprio territorio. Una posizione che suona come un monito rispetto al Governo italiano, che ha annunciato da tempo la volontà di voler realizzare nuove centrali nucleari sul territorio italiano e si rincorrono voci che vorrebbero un impianto nucleare a Caorso, riattivando il vecchio sito. L'assessore alle Politiche energetiche Gian Carlo Muzzarelli è chiaro: “L'Emilia-Romagna è indisponibile ad accettare una centrale nucleare sul territorio. Noi incentiviamo ricerca e azioni a supporto di energie alternative e rinnovabili”.
Intanto, nei giorni scorsi è stata istituita una commissione tecnica di supporto all’attuazione degli indirizzi della Regione, aperti alla ricerca ma contrari al programma di energia nucleare del Governo.
La commissione resterà in carica 4 anni e sarà presieduta dal direttore generale alle Attività produttive della Regione. E’ formata da esperti con competenze specifiche: cinque membri saranno designati dalla Regione, uno da Arpa, uno da Enea, uno dall’Università di Bologna, uno dal Politecnico di Milano, uno dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
“Daremo la possibilità - spiega l’assessore Gian Carlo Muzzarelli - a tutti i cittadini di avere ogni informazione riguardo ai problemi del ricorso all’energia nucleare, all’insegna della massima conoscenza, chiarezza e trasparenza. Tutto questo, all’opposto del modo di agire del Governo che, con una norma bocciata dalla Corte costituzionale, aveva pensato di potere legiferare senza nemmeno consultare le Regioni, e continua ad adottare atti ambigui come la delibera Cipe bocciata dalla maggioranza delle Regioni oltre alle mappe Sogin per proposte di siti di scorie nucleari anche in Emilia-Romagna”.
La commissione contribuisce ad assicurare la gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi e a rafforzare la vigilanza sull’andamento delle attività di completamento di decommissioning della centrale nucleare di Caorso.
“Come ha ribadito la risoluzione approvata nell'ottobre scorso dall’assemblea legislativa, l’Emilia-Romagna è indisponibile ad accettare una centrale nucleare sul territorio regionale, e vuole incentivare la ricerca e le azioni a supporto di energie alternative e rinnovabili e a favore dell’efficienza e del risparmio energetico”, conclude Muzzarelli.
Qui sotto la centrale nucleare di Caorso, in provincia di Piacenza: dopo la dismissione, costata milioni di euro, il governo italiano penserebbe a una sua riattivazione. Un'ipotesi alla quale la Regione Emilia-Romagna ha già opposto un netto rifiuto.
