28/01/11 10:20
OCCUPAZIONE, PER JEREMY RIFKIN L'ITALIA DEVE PUNTARE SULLE RINNOVABILI
"La green economy crea posti di lavoro in un mercato attanagliato dalla crisi. L'Italia deve spingere sulle rinnovabili e sul fotovoltaico in particolare per far nascere nuova occupazione. Altro che nucleare!". Quelle che sembrerebbero le dichiarazioni di un ambientalista convinto, sono in effetti le posizioni di Guglielmo Epifani, ex segretario Cgil, e del mondo sindacale, confortate dagli studi di Jeremy Rifkin, il teorico della terza rivoluzione industriale.
La discussione sul tema del "Rapporto tra energia e lavoro" è stata al centro della presentazione dell'Associazione Bruno Trentin, il nuovo laboratorio di riflessione sindacale. A intervenire sono stati, tra gli altri, il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, il segretario dell'Ueapme (l'associazione europea delle piccole e medie imprese) Andrea Benassi, il presidente della Lega Coop Giuliano Poletti, il segretario della Cgil Susanna Camusso. Guest star, per l'appunto, Jeremy Rifkin, che ha dipinto lo scenario di una democrazia rafforzata dalla creazione di una rete energetica diffusa che toglie potere agli oligopoli, distribuisce ricchezza, offre garanzie contro i blackout e protegge l'ambiente.

L'economista Jeremy Rifkin
"Vent'anni fa la terza rivoluzione industriale sembrava un'utopia, oggi è il modello verso cui marciano le tre economie più importanti: Stati Uniti, Germania, Cina - ha detto Epifani - il nuovo sta crescendo ma in Italia il vecchio resiste. L'88 per cento dell'energia viene ancora dai fossili e la scelta del governo di far ripartire il nucleare è in netta controtendenza rispetto all'andamento dei mercati. In questo quadro che senso ha puntare come minimo 20 miliardi di euro nella costruzione di quattro nuove centrali e accantonarne più del doppio per uno smaltimento corretto delle scorie e degli impianti?".
Il dibattito, come detto, era incentrato sul rapporto tra energia e lavoro. Questi i dati forniti: per produrre un terawattora di energia elettrica servono 75 lavoratori nel nucleare, 918 nell'eolico, ancora di più nel fotovoltaico. L'occupazione verde in Italia vale già oggi 100mila posti di lavoro. Secondo l'Istituto di ricerche economiche e sociali si può arrivare a quota 250mila solo nel settore delle rinnovabili. A patto di guardare avanti e non indietro.