12/02/10 10:42

RINNOVABILI, L'EUROPA DEL NORD SI UNISCE

Nasce sulle sponde del Mare del Nord la cosiddetta “Europa unita dell’energia”. Nove i paesi che si stanno mettendo in rete con un obiettivo ambizioso: evitare la costruzione di centrali a carbone o di centrali nucleari e produrre energia grazie a sole, vento e mare.

Il gruppo di nazioni conta di collegarsi con seimila chilometri di cavi, in gran parte sottomarini, che faranno confluire in un’unica rete le pale eoliche di Gran Bretagna e Danimarca, la centrale a maree della Francia, l’energia idroelettrica della Svezia e i pannelli solari tedeschi. A completare il mosaico dei nove paesi della “Rete del Mare del Nord” restano Belgio, Olanda, Lussemburgo e Irlanda. Tutti insieme, puntano a produrre 100 gigawatt di potenza elettrica, quanto basta a far funzionare tra i 30 e i 40 milioni di abitazioni.

Quello ipotizzato con le cifre e i numeri sopra esposti non è il sogno di qualche visionario ambientalista, ma la sintesi del progetto discusso in una riunione preliminare dai governi dei nove paesi a dicembre in Irlanda e durante il vertice sul clima di Copenaghen. Da quest’anno i piani operativi dovrebbero decollare, per arrivare a pieno compimento nel corso del decennio, con una spesa prevista di 30 miliardi di euro.

Intanto stanno trapelando anche alcuni particolari dell’iniziativa, in particolare quelli legati alle soluzioni studiate per sopperire alla caratteristica di fonti energetiche come sole, mare e vento: l’incostanza e l’imprevedibilità. I paesi del mare del Nord hanno ragionato che se in Scozia dovesse mancare il vento, probabilmente le pale eoliche saranno in movimento in Olanda. E se la marea dovesse tardare in Francia o le onde deludere, si potrà sempre far ricorso all’affidabile flusso dalle dighe dei fiordi scandinavi. La sostanza del ragionamento fatto è che ciascun paese, se messo in rete, avrà la sua quota di energia garantita dalla statistica. La sicurezza di un approvvigionamento costante, si è detto, val bene il prezzo di migliaia di chilometri di cavi ad alta tensione posati suI fondali e della dispersione di corrente tutt’altro che trascurabile che il trasporto a così grandi distanze comporta. Un’ultima geniale soluzione: oltre ai nove paesi, il piano prevede la partecipazione della Norvegia nel ruolo di “batteria”. Quando l’energia prodotta da mare, sole e vento supererà i consumi, potrà infatti essere usata per sollevare l’acqua e “ricaricare” gli impianti idroelettrici del paese scandinavo. Che sarà pronto a restituire l’energia nel momento in cui la rete del mare del Nord sarà invece con il fiato corto.

Solo unendosi in rete, credono in Germania (dove intanto si sta puntando anche a realizzare mega impianti fotovoltaici nel Sahara), l’Europa potrà superare i problemi di carbone, petrolio e uranio e raggiungere l’obiettivo di Copenhagen: 20% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

Sono nove i paesi del Nord Europa che si metteranno in rete per produrre energia pulita grazie a sole, vento e mare

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