30/05/09 11:01

UBISOL SU PICCOLA INDUSTRIA MAGAZINE

E' uscita sul numero di maggio 2009 di "CNA Piccola Industria Magazine" l'intervista realizzata dalla giornalista Lorella Barlaam negli uffici di Ubisol. 4 Pagine più il titolo sulla copertina di questa rivista in carta patinata che Cna Rimini stampa e invia a imprese associate ed Enti pubblici.

Di seguito riportiamo il testo dell'intervista scaricabile qui in formato pdf

 

Dove c’è sole c’è UBISOL
Fotovoltaico per passione.

Dietro il successo di un’azienda innovativa, la mente e il cuore di quattro giovani soci


Nel sito dell’UBISOL un contatore dei chilowatt prodotti dagli impianti fotovoltaici installati mostra in tempo reale la quantità di CO2 non immessa nell’atmosfera. Davanti all’ufficio, un tavolo da ping pong. Dentro, tra scaffali di libri e pannelli che illustrano progetti, il telefono non smette mai di suonare. La sede di Ubisol è nel garage dei genitori di Francesco Rinaldi, l’amministratore delegato. Inutile pensare a Steve Jobs, che proprio in un garage fece nascere la Apple: la Ubisol sta per traslocare in una nuova, ecosostenibile sede alla Grottarossa. Ne parliamo con due dei quattro giovani soci, Francesco Rinaldi e Marco Polazzi; Matteo Ronconi e Luca Ciccarelli sono impegnati sui cantieri.

Ubisol fa…
Francesco:
«Realizziamo impianti fotovoltaici “chiavi in mano”, seguendo tutti gli aspetti tecnici e burocratici per la realizzazione di un impianto: dalla consulenza, sopralluogo e preventivo gratuiti al progetto elaborato e firmato dai nostri ingegneri interni, dalla redazione della domanda per ottenere gli incentivi statali del “Conto Energia” al montaggio, collaudo, assistenza e garanzia firmati Ubisol. Il nostro mercato per il 90% è locale, anche se tramite Internet cominciano ad arrivare commesse da fuori.»

Ubisol è…
Francesco:
«Luca Ciccarelli ed io, ingegneri elettronici, abbiamo costituito la società nel 2005 per partecipare al premio “Nuove idee nuove imprese” col nostro prototipo di caricatore fotovoltaico modulare portatile per la ricarica di dispositivi elettronici. L’idea era quella di unire un mercato maturo come il fotovoltaico con l’elettronica di alto consumo, aggiungendo al silicio un circuito elettronico con uno spinotto per fare la ricarica. Verificati su un comune Nokia 3310, i tempi di ricarica del dispositivo modulare erano paragonabili a quelli di rete, circa tre ore e mezza. Abbiamo vinto il primo premio di ventimila euro, e il prototipo è stato brevettato ma non commercializzato, perchè i costi di ingegnerizzazione sarebbero stati troppo elevati. Col tempo sul mercato si sono imposti altri prodotti, che tuttavia non riescono ad esprimere, a parità d’ingombro, la stessa potenza. Comunque allora abbiamo cercato qualcosa più alla nostra portata, e con l’opportunità dell’incentivo statale “Conto Energia” nel 2007 abbiamo aggregato due altri soci, siamo partiti con il fotovoltaico domestico e in due anni abbiamo costruito 150 impianti.»

Marco. «A giugno del 2007 siamo entrati io, che lavoravo nel campo della grafica e del web design, e Matteo, che è un artigiano e montava le antenne, e adesso segue i cantieri. Qui mi occupo della comunicazione e del sito, ma anche della parte commerciale e delle pratiche per i finanziamenti. Nell’ambito della nostra azienda siamo tutti abbastanza flessibili, seguiamo diverse funzioni. Appena arrivato ho lavorato alla creazione di un sito internet che comunicasse il nostro lavoro, in continua evoluzione, e la nostra passione per quello che facciamo. Per la nostra azienda il target di utenti che si serve abitualmente di Internet è importantissimo: il nostro cliente standard ha tra i 30 e 40 anni, è già esperto di energie alternative e conosce bene le caratteristiche dei prodotti. E’ uno che naviga abitualmente per informarsi e cercare le ultime novità».

Come funziona la vostra comunicazione?
«Siamo riusciti a posizionare il nostro sito nelle prime posizioni dei principali motori di ricerca attraverso un accurato incrocio delle parole chiave, abbiamo una pagina su Facebook che conta già 54 clienti/amici e un canale dedicato su You Tube con oltre 1500 visite: la ricerca e comunicazione sui nuovi media ci interessa moltissimo. E’ rilevante anche il passaparola, e dal momento che siamo riusciti a ottenere incentivi per tutti i nostri 150 impianti questo ci ha creato un buon ritorno d’immagine. Infatti il 100% delle nostre richieste per gli incentivi statali è stato accettato, quando nel sito del GSE si dice che la percentuale è molto più bassa, e se la richiesta non viene accolta subito ci sono due mesi per il ricorso, dopodiché si perde il finanziamento. Sono importanti per noi anche i riconoscimenti come il Premio per l’Innovazione Tecnologica che abbiamo vinto alla Piccola Campionaria dei Giovani Imprenditori CNA di settembre 2008 - organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle attività economiche e produttive della Provincia di Rimini - e il premio “Italia che lavora” ritirato a Bologna lo scorso marzo. Partecipiamo anche a molte fiere dedicate, come l’Ecoexpo di Ravenna, ma anche la Festa del Borgo Sant’Andrea, la Fiera di San Martino, e il Paganello, ci piace stare tra la gente. Non facciamo pubbliche affissioni né campagne stampa per ora, stiamo però producendo uno spot con il nostro amico filmaker Davide Montecchi, studiato per le sale cinematografiche, che si rivolge a un pubblico giovane.
Sponsorizziamo anche una squadra di calcio in terza categoria, il Viserbella; la Rimini Calcio nel campionato di serie B e la squadra di calcetto della Cooperativa Sociale Centofiori.»

Come affrontate la crisi?
«In questi tre anni il lavoro è sempre aumentato, anche se siamo in un periodo di crisi globale. Gli incentivi statali del Conto Energia ci saranno fino alla fine del 2010 e sicuramente verranno prorogati; abbiamo clienti che hanno capito che investire sul fotovoltaico è vantaggioso e anche le banche hanno colto le potenzialità che questo mercato rappresenta tenendo bassi i tassi sui prestiti poiché garantiti 20 anni dall’incentivo statale. Abbiamo assunto un operaio da poco e ci sono due ditte artigiane che collaborano con noi e che abbiamo formato in attesa di riuscire a strutturare un’altra squadra di lavoro e, anche se facciamo prevalentemente impianti domestici fino ai 20 kW, collaboriamo anche con realtà che installano grandi impianti come i Fratelli Franchini. Siamo partner Enerpoint, che è tra i primi importatori d’Italia con una market share del 15% nel 2008, e siamo entrati come fornitori con il loro kit fotovoltaico - pannelli e inverter - nei punti vendita OBI prima a Rimini e Ravenna, ora anche a Pesaro e Imola, da dove ci arrivano diverse richieste per progettazione e installazione di impianti.»

Francesco: «Abbiamo scelto di lavorare in controtendenza, facendo dei piccoli impianti “su misura” il nostro core business. Se il lavoro burocratico per ottenere i finanziamenti è simile, l’esposizione finanziaria per realizzare impianti grandi è sproporzionata rispetto al guadagno, a noi piace muoverci agilmente. Una scelta che ci consente di non avere flessioni nel fatturato in questo periodo di crisi in cui i grossi impianti segnano un po’ il passo, mentre per il privato il fotovoltaico sembra diventato un bene rifugio che fa risparmiare soldi e risorse ambientali. Da noi è l’elemento umano che fa la differenza, il nostro impegno nel seguire la parte più delicata delle pratiche, ad esempio, che fa sì che abbiamo il 100% delle domande approvate e i clienti soddisfatti. Noi lavoriamo con banche come Eticredito, e Carim che hanno finanziamenti particolari con ottimi spread. Con Eticredito siamo nati quasi insieme, e condividiamo un discorso che va dalle energie rinnovabili alla sostenibilità sociale.»

Due momenti importanti per l’azienda quest’anno…
Francesco:
«A settembre abbiamo vinto il capitolato del G.A.F. Rimini (Gruppo Acquisto Fotovoltaico, legato ai Gruppi di Acquisto Solidali) per l’installazione di impianti fotovoltaici finanziati con tariffa incentivante e in regime di “scambio sul posto” sul tetto di una trentina di famiglie. Anche qui vincente è stato il passaparola: più chilowatt installiamo, infatti, più soldi scontiamo. Abbiamo stabilito con le famiglie partecipanti tre soglie, superate le quali scatta uno sconto particolare, in un circolo virtuoso in cui chi più installa più risparmia e fa risparmiare le altre famiglie. Abbiamo colto la potenzialità che il Gruppo Acquisto Solidale rappresenta e ci hanno già chiesto di esportare l’esperienza positiva in altre provincia limitrofe: all’incontro del 23 marzo, in cui in sinergia con l’Assessorato all’ambiente del Comune di Rimini abbiamo spiegato “Tutto ciò che avresti voluto sapere sul fotovoltaico… e non hai mai osato chiedere”, erano presenti circa 80 famiglie.»

Marco:
«A marzo, Giuseppe Carpi, organizzatore del Paganello (campionato del mondo di beach ultimate), ci ha chiamati per il progetto triennale “Green Paganello”, che mira al raggiungimento di un modello di sostenibilità ambientale per eventi che coinvolga decine di migliaia di persone. Nell’ambito delle fonti rinnovabili abbiamo studiato con loro un punto di ricarica per cellulari e dispositivi elettronici dei partecipanti, attraverso l’installazione di un apparato servito da una pala eolica e da un pannello fotovoltaico in parallelo. C’è stata molta curiosità al riguardo, anche da parte dei riminesi di passaggio, un gran pubblico e un’ottima comunicazione per l’azienda. E il prossimo anno si può ancora migliorare.»

Quali sono i vostri progetti a medio e lungo termine?
Francesco:
«Ci stiamo occupando dell’eolico e della certificazione energetica degli edifici, e attrezzando per il solare termico. Stiamo per trasferirci in una nuova sede, che risponde al nostro profilo aziendale: di classe energetica B, con fotovoltaico e solare termico sul tetto, e la prima pompa di calore aria/acqua realizzata da Rotex. Riscalderemo il capannone e gli uffici senza allacciarci alla rete del gas, con diverse modalità: a pavimento, con normali termosifoni, e mediante Fan-coil. Un sistema efficiente che chiede però molta energia, valido se abbinato a un impianto fotovoltaico, senza costi di manutenzione. Poi penseremo a una segretaria e a un’altra squadra di installatori, che non è facile trovare. Con CNA Buonlavoro abbiamo provato a cercare questa figura professionale particolare, che alle conoscenze tecniche dovrebbe unire la capacità di operare a grandi altezze, con l’affidabilità richiesta a chi per lavoro entra nelle case delle persone. E’ un lavoro in condizioni climatiche difficili, con norme di sicurezza rigorose, e le ore di lavoro sono legate alle stagioni, 6/7 d’inverno, fino a 10 d’estate: la flessibilità è forse la qualità più importante. Tra gli obiettivi a medio termine inoltre c’è la certificazione di qualità, la SOA1, e la partecipazione al progetto “Rimini città solare”, attraverso il quale 40 edifici pubblici si doteranno del fotovoltaico.»

Come gestite la responsabili tà sociale d’impresa?

«Oltre ad andare di persona da un paio d’anni a sensibilizzare le classi delle scuole medie ed elementari sulle problematiche ambientali e il risparmio energetico, quest’anno abbiamo seguito un progetto di creazione di serra fotovoltaica con la quinta E dell’I.T.I.S. Leonardo Da Vinci di Rimini, cui abbiamo donato un pannello fotovoltaico. Cerchiamo di avere uno stile di vita sostenibile, e di fare la nostra parte anche partecipando alle iniziative come “M’illumino di meno”, la giornata nazionale del risparmio energetico e alle iniziative e agli incontri pubblici di divulgazione sulle problematiche ambientali, in cui portiamo la nostra esperienza… e il nostro modellino in scala di “casetta” ecosostenibile.»

Innovazione per voi significa…
Marco.
«Questa è la domanda da un milione di dollari! Pur appartenendo a un segmento di mercato già maturo, noi cerchiamo di essere sempre innovativi nel modo di comunicare la nostra tipologia di azienda che si deve adattare alla vivacità del mercato delle energie rinnovabili. Abbiamo scommesso su una tecnologia che presenta continuamente nuovi materiali, con una clientela avvertita e informata, e dobbiamo essere sempre alla ricerca del prodotto più performante. Ma anche se abbiamo solo tre anni, siamo già dei decani sul mercato e abbiamo il doppio di esperienza rispetto alle società che nascono adesso sul territorio.»

E’ possibile per voi conciliare tempi di vita e tempi di lavoro?
Francesco:
«E’ difficile. Lo sviluppo dell’azienda ha chiesto sacrifici non indifferenti, abbiamo un organico cronicamente sottodimensionato rispetto alla mole di lavoro, anche se ci adattiamo tutti a far le pratiche e i sopralluoghi si supplisce aumentando l’orario di lavoro. Non c’è sabato o domenica, se c’è una scadenza, e coinvolgiamo mogli e fidanzate come hostess nelle fiere: ma nel giro di due anni abbiamo comprato una nostra sede, e la soddisfazione è tanta, da qui ogni mese escono otto stipendi. D’altronde siamo in fase di start up, questo tipo di impegno è un passaggio obbligato.»

Marco: «Tempo per noi? Matteo va a giocare a calcetto, Francesco spegne il cellulare che è già una cosa bella, Luca va via con la moto, e io sto con mio figlio…»

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