La rimodulazione degli incentivi riscriverà le regole del gioco per il settore edilizio. Da gennaio 2025 ci accingiamo a vivere una serie di novità di cui tener conto per quel che riguarda l’energia rinnovabile, in particolare per gli impianti fotovoltaici, i sistemi d’accumulo, le caldaie a gas, i sistemi ibridi e le pompe di calore. Il quotidiano economico Qui Finanza traccia una sintetica lista delle novità.

Cosa succede a fotovoltaico e pompe di calore

C’è da chiarire subito un aspetto: le ristrutturazioni su abitazioni principali avranno ancora dei margini grazie alle agevolazioni residue. Sulla prima casa resta la detrazione del 50% per gli impianti fotovoltaici.

Stop invece, come prescritto anche dall’Ue, agli incentivi per le caldaie a gas, mentre vengono sovvenzionate le pompe di calore e i sistemi ibridi.  Con meno fondi disponibili, i progetti dovranno puntare su obiettivi concreti e ad alto valore aggiunto, privilegiando interventi davvero utili e ben pianificati.

Ristrutturazioni 

Dal prossimo anno, la detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione edilizia subirà una brusca riduzione. L’articolo 16-bis del d.P.R. 917/1896 abbassa l’aliquota al 36%, mantenendo un limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare. A partire dal 2028, l’agevolazione scenderà ulteriormente al 30%, riducendo l’appeal di questi interventi.

Bonus mobili

Anche il bonus mobili, pensato per incentivare l’acquisto di arredamento ed elettrodomestici efficienti, è destinato a esaurirsi. Fino al 2024, rimarrà attiva una detrazione del 50% per spese fino a 5.000 euro, ma dal 2025 l’agevolazione non è stata confermata, lasciando in sospeso molte famiglie che contavano su questo sostegno per completare i propri progetti.

Legge di Bilancio 2025: le nuove regole

La bozza della Legge di Bilancio introduce alcune novità significative per i bonus edilizi. Ecobonus: dal 2025, detrazioni ridotte al 36% e al 30% per gli anni successivi. Tuttavia, chi effettua interventi sulla propria abitazione principale potrà beneficiare di aliquote più alte, rispettivamente al 50% e al 36%.

Ristrutturazioni: le stesse regole si applicheranno anche a questi incentivi, con un tetto di spesa fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Gli interventi sulle prime case godranno di detrazioni incrementate.

Cosa succede alle caldaie e alle pompe di calore

La direttiva Case Green e il nuovo regime italiano

Niente più incentivi per le caldaie a gas, mentre vengono sostenute le spese per le pompe di calore e per i sistemi ibridi. D’altra parte, è quanto è stato stabilito con la direttiva europea Case Green. Lo spiega nel dettaglio un servizio di QualEnergia a firma Giulio Meneghello. Tutto parte dall’approvazione di un emendamento al ddl Bilancio: da gennaio 2025 niente più detrazioni fiscali per gli impianti di riscaldamento a fonti fossili, compresi gli apparecchi a condensazione.

Il percorso legislativo

Dunque, da gennaio prossimo le caldaie a gas non potranno più accedere alle detrazioni fiscali, come previsto dalla direttiva europea Case Green. Nella notte tra lunedì 16 dicembre e martedì 17, infatti, la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento in tal senso al ddl Bilancio.

A fine novembre, ricorda Giulio Meneghello, erano stati presentati tre emendamenti bipartisan che chiedevano di escludere dalle agevolazioni gli impianti di riscaldamento a fonti fossili. Due di queste proposte, quelle di Forza Italia e Fratelli d’Italia, sono state poi ritirate; l’emendamento del M5S, identico a quelli della maggioranza, è stato invece approvato in Commissione, con il parere favorevole del governo. La questione dunque sembra definita, dato che il ddl Bilancio si avvia ormai a essere chiuso: martedì 17 dicembre, la commissione Bilancio della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti alla Manovra. L’ok definitivo in aula dovrebbe arrivare a giorni.

L’esclusione delle fonti fossili

La modifica approvata sulle caldaie prevede che siano esclusi dalle detrazioni fiscali “gli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili”: niente da fare dunque nemmeno per le più efficienti caldaie a gas, mentre dovrebbero essere ammessi i sistemi ibridi, come annunciato in Ue. Il divieto di sussidiare impianti a fonti fossili, infatti, scatterà da gennaio peraltro anche a livello europeo, grazie alla direttiva Epbd-Case Green, la 1275/2024 sulla “Prestazione energetica nell’edilizia”, entrata in vigore a fine maggio 2024. Un’eventuale proroga inalterata delle detrazioni fiscali italiane, avrebbe dunque messo il nostro Paese a rischio di infrazione.

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