La situazione: meglio affrettarsi
Un consiglio: se state pensando a una pompa di calore o a una caldaia ibrida, non perdete tempo.
Ma c’è poco tempo da perdere anche per chi il fotovoltaico vuol farlo su un immobile che non sia prima casa. Quindi, fate l’acquisto entro l’anno per usufruire degli incentivi maggiori.
Le notizie che arrivano dal governo italiano parlano di riduzioni per gli aiuti statali.
Fotovoltaico, ibride e pompe di calore al 50% quando si tratta di prima casa.
Se per il fotovoltaico sulla prima casa la detrazione non cambia, per il fotovoltaico nelle seconde case si va al 36% e, infine, per le pompe di calore e le caldaie ibride il bonus nel 2025 si riduce al 50%.
Cosa succede con il 2025
Cosa passa al 50%?
Partiamo con una sintesi molto veloce: l’Ecobonus va al 50% per il 2025 e riguarda solo la prima casa; andrà al 36% per altri immobili (come per le ristrutturazioni ordinarie). In pratica, tutti quei sistemi per rendere efficiente la propria abitazione, dal prossimo anno avranno lo stesso sconto fiscale, ossia la detrazione al 50%.
Parliamo, quindi, del Bonus statale che riguarda le pompe di calore e le caldaie ibride (ossia parte pompa di calore e parte caldaia a condensazione), ma lo sconto riguarda anche infissi, schermature solari e lavori strutturali come i cappotti termici.
Tutto ciò, fatto salvo quanto potrà succedere col Conto Termico 3.0 che sta per arrivare (per tenervi aggiornati, contattate i consulenti Ubisol).



Il Ddl Bilancio 2025
Tutte le indicazioni che vi diamo arrivano dal Ddl Bilancio 2025 firmato il 23 ottobre dal Presidente della repubblica e trasmesso alla Camera.
Il Ddl era stato approvato il 15 ottobre dal Consiglio dei ministri.
Quindi si tratta di numeri e dati certi, ma attenzione: come al solito c’è sempre la possibilità che qualcosa cambi durante l’esame parlamentare.
Improbabile, ma possibile, in particolare per piccoli dettagli. La sostanza, quale che sia la strada del Ddl tra i banchi del parlamento, dovrebbe restare quella di cui stiamo scrivendo. (qui il link al decreto)
L’analisi delle misure per l’efficienza energetica
La proroga del bonus 50% per la prima casa
Dal prossimo anno il Bonus Casa (cioè lo sgravio sulle ristrutturazioni edilizie di cui all’articolo 16, comma 1, del dl 63/2013 e all’articolo 16-bis del Tuir) passerà al 36%, ma solo per le seconde abitazioni: per le prime resterà al 50%. Queste aliquote (50% per le prime case e 36% per le altre), come detto, si applicano per tutti gli interventi agevolati, compresi quelli che, fino al 2024, godevano di una detrazione più elevata, ad esempio perché parti comuni di edifici condominiali.
Il Superbonus
Il Superbonus (cioè la detrazione prevista dall’articolo 119 del dl 34/2020) nel 2025 si potrà avere solo per interventi già avviati entro il 15 ottobre 2024. Per questa agevolazione si riconosce la facoltà di ripartire in dieci quote annuali di pari importo la detrazione anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, mentre, come sappiamo, per le spese 2024 è già obbligatoria la rateizzazione su dieci anni.
Il limite alle spese detraibili
Per i primi due bonus edilizi citati resta il tetto complessivo delle spese detraibili a 96.000 euro per unità immobiliare. Qui va però considerato il limite alle detrazioni complessive (di ogni genere, eccetto per spese sanitarie) che lo stesso Ddl Bilancio in questione impone per i redditi oltre i 75mila euro, al comma 9 dell’articolo 2.
Si delinea più chiaramente, dunque, quella che sarà la situazione delle detrazioni fiscali per l’edilizia da gennaio 2025, fatte salve le correzioni che potranno essere apportate durante l’iter parlamentare.
Per qualsiasi scelta, la raccomandazione che vi facciamo è quella di rivolgersi ai consulenti Ubisol: loro potranno guidarvi nelle scelte per tagliare le bollette e approfittare degli incentivi migliori per il vostro immobile.