Certo, è intuitivo: una casa che ha meno consumi energetici vale di più di un immobile colabrodo. Ma adesso, a confermare questa sensazione, arriva un dettagliato studio della Banca d’Italia: un’abitazione in Classe energetica A vale sul mercato il 25 per cento in più di un immobile in Classe G a parità di caratteristiche (tra le caratteristiche fanno eccezione, ovviamente, i consumi di gas e luce).
La ricerca di Bankitalia sull’efficienza degli immobili
Lo studio presentato insieme al ministero dell’Ambiente
Lo scorso primo ottobre, il Mase, il ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, ha presentato a Roma, nella sede del Gse, il Gestore dei servizi energetici, la sua relazione annuale sulla situazione italiana.
Durante l’incontro, i tecnici della Banca d’Italia hanno illustrato lo studio che ha riguardato i valori di mercato degli immobili che raggiungono una maggiore efficienza energetica.
La situazione del parco immobiliare italiano
L’obiettivo che abbiamo davanti è quello del recepimento della nuova direttiva Case Green. Si tratta di indicazioni europee entrate in vigore a maggio 2024. Cosa dovrà succedere agli immobili italiani in futuro? Per gli edifici residenziali, che causano circa il 12,5% delle emissioni dell’Italia (dato Ispra sul 2021), secondo la nuova direttiva si dovrà ridurre il consumo medio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con almeno il 55% del risparmio energetico che dovrà venire dalla ristrutturazione del 43% degli edifici con le peggiori prestazioni.
Rendere efficiente la propria casa significa aumentarne il valore
Per capire da dove si parte e dove siamo diretti in questo settore, la Banca d’Italia ha usufruito dei dati dell’Enea, l’agenzia italiana che si occupa di energia. Stando alle stime dell’Enea, nel 2022 in Italia il 53% delle abitazioni era nelle classi energetiche più basse, F e G, mentre solo il 12% era ad alta efficienza (classi da A1 a A4). La ricerca pubblicata dalla Banca d’Italia ha analizzato un campione di abitazioni con una composizione analoga (circa il 10% tra A1 e A4 e 65% tra F e G) messe in vendita in Italia tra il 2018 e il 2022 su Immobiliare.it. Come detto, si è riscontrata una relazione crescente tra prezzo richiesto e classe energetica, con un apprezzamento 25% delle case in Classe A rispetto a quelle in Classe G.

La variazione dei prezzi in base ai territori
Le zone climatiche
Come detto, si è riscontrata una relazione in crescita tra prezzo richiesto e classe energetica, con un apprezzamento 25% delle case in classe A rispetto a quelle in classe G. Ma quel 25% di aumento rappresenta la media delle valutazioni. In effetti, spiegano dalla Banca d’Italia, le differenze sul territorio nazionale sono notevoli e dipendono soprattutto dalle zone climatiche: la variazione di prezzo aumenta man mano che ci si sposta in territori più freddi.
Incrementi di valore fino al 45%
Ad esempio, considerando la distribuzione tra le province degli aumenti di valore per le abitazioni in Classe A, il sovrapprezzo varia in un intervallo compreso tra il 7 e il 45% e, anche all’interno di una stessa regione, è maggiore nelle zone più fredde, dove gli interventi necessari ad aumentare la classe energetica sono più complessi e verosimilmente più costosi e i risparmi energetici sono più elevati.
I consigli di Bankitalia e gli esempi dall’estero
Il messaggio: grandi vantaggi finanziari per chi rende efficiente la propria casa
I risultati dell’analisi, conclude la Banca d’Italia nel presentare la ricerca, “hanno implicazioni rilevanti sia in termini di stabilità finanziaria, in considerazione del fatto che il patrimonio immobiliare è il principale collaterale nelle operazioni di finanziamento, sia per la definizione degli incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici”. In particolare, “in Italia gli incentivi per l’efficienza energetica del patrimonio abitativo dovrebbero coprire solo una parte dei costi complessivi di adeguamento, considerando che i prezzi delle case incorporerebbero una quota dei benefici dell’investimento”, si legge nella sintesi.
La ricerca su mercato immobiliare e fotovoltaico nel Regno Unito
Un lavoro analogo, come abbiamo già ricordato, è stato fatto nel Regno Unito per il fotovoltaico analizzando circa 5 milioni di annunci immobiliari. Anche in questo caso, i vantaggi sono risultati evidenti: avere un impianto fotovoltaico porta a incassare fino al 7% in più quando si vende casa e, in alcune zone, gli incrementi di valore sono ancor più sensibili.
In sostanza, le ricerche in Italia e all’estero confermano un dato: rendere efficiente il proprio immobile è un passo che porta a due vantaggi immediati, ossia il taglio delle bollette e l’aumento del valore della propria abitazione. Se state pensando a progetti di questo genere, potete contattare i nostri consulenti grazie al form che trovate nel sito o scrivendo a info@ubisol.it.
Se vuoi saperne di più sulle case green guarda questo filmato: