I dati sono quelli del Centro Studi di Confindustria Romagna: la guerra in Iran potrà pesare per 92 milioni d’euro di aumenti sulle bollette delle imprese nel 2026. La soluzione indicata da Confindustria per mitigare – per sempre – i rincari di luce e gas? Semplice: l’energia Rinnovabile, a partire dal fotovoltaico. Sulla situazione d’allarme che deriva dalle crisi internazionali, ha fatto il punto il presidente di Confindustria Romagna, Mario Riciputi. Ormai da vent’anni qui in Ubisol siamo al fianco delle imprese e delle famiglie che vogliono finalmente liberarsi delle preoccupazioni per i continui aumenti dei costi di luce e gas: per tutte le informazioni, basta contattarci a info@ubisol.it o riempiendo il form qui sotto.
In Romagna maggior costo delle bollette industriali stimato in 92 milioni
“Il nuovo conflitto in Medio Oriente e il blocco delle principali rotte di transito marittimo hanno provocato tensioni sui mercati energetici e delle materie prime, con un aumento dei costi di petrolio, gas e input produttivi”, ha spiegato il presidente di Confindustria Romagna, Mario Riciputi. Il Centro Studi regionale dell’associazione ha condotto un’indagine su un campione di imprese associate “allo scopo di valutare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici delle industrie del territorio”. L’incremento delle bollette energetiche 2026 – considerando i medesimi consumi del 2024 – porterà a un maggior costo di luce e gas per le imprese delle tre province romagnole di 92 milioni di euro.
La simulazione dei rincari delle bollette
Per dare un’idea del possibile impatto dell’aumento dei costi energetici sulle bollette delle industrie, Confindustria Emilia Romagna ha applicato ai consumi di gas ed elettricità registrati nell’anno 2024 i prezzi medi rilevati al 15 aprile 2026.
Nel dettaglio, nel 2024 per l’elettricità a Forlì-Cesena sono stati consumati 752 GWh, a Ravenna 1.787,4 GWh, Rimini 345,6 GWh. Per quanto riguarda il gas, in provincia di Forlì-Cesena si sono consumati 52,4 milioni di standard metri cubo (554 GWh), Ravenna 306,3 M Sm3 (3.238 GWh), Rimini 17,9 M Sm3 (189 GWh). Nelle tre province romagnole, questo significherebbe un maggior costo totale di 92 milioni di euro.
La soluzione: fonti energetiche rinnovabili
Anche secondo Confindustria, la strada per mettersi al sicuro per il futuro ed evitare i rincari, è quella delle energie rinnovabili, a partire dal fotovoltaico. “Il quadro regolatorio, con il ritardo dell’esatta individuazione delle aree idonee, ha rallentato la propensione agli investimenti in energie rinnovabili, che risultano sostanzialmente concentrati nel fotovoltaico – ricordano da Confindustria Romagna – A questo si sono aggiunte complessità burocratiche amministrative in sede autorizzativa e nell’accesso alla rete”.
“Oggi le rinnovabili rappresentano una leva concreta e attuabile nel breve periodo per ridurre i costi energetici – sottolinea il presidente Mario Riciputi – La razionalizzazione normativa e la tempestiva emanazione dei regolamenti possono concorrere a creare un diverso mix energetico, così come provvedimenti normativi per il rafforzamento e lo sviluppo dei contratti di acquisto a lungo possono portare ad una adeguata stabilizzazione dei prezzi”.
Le quattro soluzioni per le imprese proposte da Ubisol
Qui di seguito sintetizziamo quattro possibilità che qui in Ubisol adottiamo quotidianamente per le aziende. Per approfondire le soluzioni, basta contattarci scrivendo a info@ubisol.it o riempiendo il form.
Fotovoltaico senza incentivi
L’azienda acquista l’impianto fotovoltaico sostenendo l’intero investimento iniziale, beneficia del 100% dei risparmi e si assume gli oneri gestionali e di manutenzione.
Fotovoltaico col Conto Termico 3.0
L’azienda acquista l’impianto fotovoltaico col contributo del Conto Termico 3.0 (che copre parte dell’investimento), beneficia del 100% dei risparmi e si assume tutti gli oneri gestionali.
Fotovoltaico con iper ammortamento del 180%
L’azienda acquista l’impianto fotovoltaico sfruttando l’Iper Ammortamento che permette di dedurre fiscalmente il 180% dell’investimento complessivo in 11 anni e di recuperare così circa metà del costo dell’impianto.
Fotovoltaico a costo zero (“somministrazione energetica”)
Un soggetto terzo (Ubisol) realizza e gestisce l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’azienda che per 11 anni acquista l’energia prodotta a un prezzo fisso (inferiore a quello di mercato). Al termine di questo periodo, l’azienda diventa a tutti gli effetti proprietaria dell’impianto a costo zero.
Per tutte le informazioni sui bandi e sulle caratteristiche che i progetti e le imprese devono possedere per poter accedere alle misure, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione.