Ha suscitato clamore l’inchiesta giornalistica sulle rinnovabili andata in onda sulla Rai domenica scorsa, 23 marzo, nel programma PresaDiretta. Un reportage che ci ha messo di fronte a verità inconfutabili: mentre “la Cina si fa verde”, come titola il programma, l’occidente arranca.

Per chi lavora nel settore della green economy, si tratta di notizie che confermano quanto è ormai facilmente constatabile in quest’ultimo periodo: alcune scelte politiche di retroguardia in Ue e negli Usa rallentano il processo della transizione energetica e, quel che è davvero allarmante, rischiano di compromettere il futuro delle nostre comunità e del pianeta. Ma resta salda una certezza: il futuro è tutto nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie che le sostengono. Per dare un’occhiata alla trasmissione, si può andare su RaiPlay cliccando qui.

L’inchiesta di PresaDiretta sulle rinnovabili

Cosa ha raccontato PresaDiretta sulle rinnovabili e perché per molti si è trattato di vere e proprie rivelazioni? Per comprendere la portata del fenomeno, basta partire da un dato di semplice comprensione: la Cina nelle rinnovabili investe più del doppio rispetto all’Ue e più del quadruplo degli Usa.

Il reportage di Riccardo Iacona ci ha mostrato alcuni dei pilastri della decarbonizzazione del gigante asiatico. Si tratta della nazione che spende di più per la transizione energetica, ben 1.600 miliardi di dollari solo negli ultimi due anni, con l’obiettivo emissioni zero entro il 2060. Certo, la Cina rimane uno dei paesi che più inquinano al mondo, ma consapevole di questa situazione sta spingendo su eolico, solare e sulla mobilità elettrica per una vera transizione energetica. Dai taxi agli autobus, dalle metropolitane al parco auto privato, tutto rigorosamente a emissioni zero. “Di contro – racconta Iacona – la nuova Europa sta passando dal green deal al war deal”.

Sulle torri del futuro:

la centrale solare termodinamica con sali fusi

Ci sono un paio di passaggi dell’inchiesta di Iacona che hanno indicato quale sarà il futuro delle nostre fonti energetiche, nonostante le battaglie di retroguardia delle lobby del petrolio e della politica che si nutre di ignoranza.

Probabilmente, le immagini di PresaDiretta che hanno aperto le nostre menti e che ci hanno anticipato il futuro, sono quelle che arrivano dalla zona di Dunhuang. In questa provincia nord-occidentale della Cina, ogni giorno si può ammirare il lavoro degli eliostati: 12 mila specchi, dislocati attorno a una torre termo assorbente, che catturano i raggi del sole e li indirizzano verso questa sorta di mega batteria al sale. Il sale fuso aziona la turbina che a sua volta mette in moto un generatore, creando così energia verde. Questo sistema consente il risparmio di 210mila tonnellate l’anno di CO2.

PresaDiretta, con il conduttore Riccardo Iacona, è andata a visitare lo stabilimento. “Rispetto al fotovoltaico, la nostra centrale produce energia anche quando non c’è più il sole. Il sale funziona come una grande batteria di accumulo. Noi vediamo un grande futuro per questa tecnologia”, ha spiegato al giornalista il direttore della centrale. Il sale si scalda come una batteria d’accumulo, permettendo la produzione d’energia nelle ore notturne: “Stiamo costruendo sei nuovi impianti come questo”.

La mobilità verde: cosa succede con le auto elettriche

La rivoluzione verde in Cina non trascura la mobilità. Per le auto elettriche esistono centinaia di migliaia di infrastrutture per la ricarica: sopra le pensiline sono presenti pannelli solari, collegati a grandi batterie di accumulo per avere energia pulita per le ricariche. Per il possessore di un’auto elettrica, il costo per la ricarica è di un sesto rispetto all’Italia. Da queste facilitazioni, arriva il boom del settore. Il produttore d’auto verdi più noto, ormai anche per noi occidentali, è la Byd, che ha avuto un 2024 da record: ha venduto 4,3 milioni di veicoli elettrici con un incremento delle vendite del 41,26%, numeri incredibili rispetto al mercato europeo e italiano.

Iacona ha incontrato Stella Li, vicepresidente esecutivo del gruppo: “Più del 10% dei nostri 900mila dipendenti è costituito da ingegneri. Sono 110mila e lavorano in 11 diversi istituti di ricerca e sviluppo. Produciamo circa 32 brevetti al giorno e portiamo continue innovazioni tecnologiche sulle macchine”. Un raffronto: se la Byd investe il 7% all’anno del fatturato in ricerca e sviluppo (5 miliardi di dollari solo nel 2024), Stellantis impiega meno della metà, attorno al 2,9%. Infrastrutture, produzione nazionale, politiche stabili sono alcuni dei motivi per cui in Cina i consumatori hanno scelto e premiato le auto elettriche: a Shenzhen più del 50% delle vetture private in circolazione è elettrico.

Anche nel settore della mobilità, PresaDiretta ci ha mostrato – per il tramite della Cina – quel che avverrà in futuro da noi.

Le scelte contro le rinnovabili

Intanto, ricorda PresaDiretta, nel mondo occidentale “si fa campagna elettorale contro le rinnovabili, si predispongono piani per un ritorno al nucleare (pagato coi contributi pubblici) e nell’America di Trump aumenteranno le estrazioni di petrolio (con lo slogan ‘drill, baby drill’). Una conversione ad u delle politiche energetiche poco lungimirante e non sostenibile per il nostro pianeta”.

La trasmissione ha viaggiato tra Sardegna e Puglia, nelle contraddizioni degli obiettivi regionali per la decarbonizzazione. Era stato chiesto alle Regioni di definire le cosiddette aree idonee alle rinnovabili, dove poter installare con procedure semplificate.

La prima Regione a legiferare in materia è stata la Sardegna, dichiarando il 99% del suo territorio non idoneo agli impianti fotovoltaici ed eolici di taglia industriale. L’isola è da mesi in rivolta contro le rinnovabili. Sono considerati troppi i 6,2 GW che il governo chiede di installare in Sardegna al 2030. Il clima aspro contro le energie rinnovabili ha favorito anche il diffondersi di fake news. E sono stati numerosi gli episodi di sabotaggio.

L’esempio di San Severo

Eppure, racconta Iacona, l’Italia avrebbe enormi potenzialità nel settore delle energie pulite: nel servizio si parla del parco eolico di San Severo in Puglia, 12 generatori ognuno dei quali ha una potenza di 4,5 MegaWatt. “Con il parco eolico in funzione siamo in grado di fornire energia pulita a 55mila famiglie ogni anno” racconta ai giornalisti Fabrizio Pucacco project manager di Rwe.

Questa infrastruttura è stata costruita su terreni di privati col loro supporto, terreni dove si continua a fare agricoltura (smentendo la fake news per cui la transizione energetica ruba spazio all’agricoltura): “Le rinnovabili possono coesistere in un ambiente dove l’agricoltura è un fattore fondamentale”. I cittadini hanno potuto partecipare a questo progetto, con un investimento libero minimo di 250 euro e fino ad un massimo di 5mila euro. Per tutti loro c’è un rendimento garantito dell’8% l’anno, che diventa del 9% per i residenti locali.

Il futuro arriva, nonostante le battaglie di retroguardia

Una delle lezioni che si apprendono dando uno sguardo a quel che succede nel mondo, è che il futuro arriva nonostante le resistenze di alcuni gruppi economici e politici.

Molti paesi formulano obiettivi ufficiali di espansione delle energie rinnovabili, che vengono continuamente aggiornati nel tempo. Possono esserci dei rallentamenti, ma la consapevolezza ormai è diffusa e, come ci mostra la Cina, in un decennio si viene fuori da situazioni climatiche disastrose e si viaggia verso uno scenario da zero emissioni. Perché, è bene ricordarlo, l’espansione delle energie rinnovabili è il solo strumento per ridurre le emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico si combatte solo imboccando questa strada e ognuno di noi può dare il suo fondamentale contributo con le scelte che riguardano l’energia e l’efficienza energetica della propria abitazione o della propria impresa. Uno sguardo a un futuro sostenibile, con un taglio alle spese delle bollette e una mano al pianeta. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *