Quando conviene aumentare la potenza dell’impianto

In questi anni gli impianti fotovoltaici hanno avuto un enorme successo, migliaia di persone ne hanno installato uno sul proprio tetto: se siete tra quelli che stanno pensando di aumentarne la potenza, qui vi diciamo quali passi compiere. 

Cala il prezzo dei pannelli, aumenta quello dell’energia

Con il 2025 si prevede un’ulteriore crescita delle installazioni, un fenomeno attribuibile a un paio di fattori: da una parte l’enorme aumento dei costi dell’energia, dall’altra la diminuzione dei prezzi dei pannelli.

Alla base di tutto, inoltre, continuano a esserci motivazioni di carattere ambientale: la sostenibilità del nostro pianeta dipende sempre più dalla quota di energia rinnovabile che riusciamo a sfruttare.

Qui di seguito troverete un esempio su come aumentare la potenza di un vecchio impianto da 3 kWp. 

Potenziare vecchi impianti fotovoltaici

Se quindi è vero che continuano a essere tantissime le famiglie e le imprese che installano un impianto fotovoltaico, c’è un’altra realtà che va considerata. Parliamo delle tantissime famiglie (ben più di un milione solo in Italia) che avevano installato un impianto fotovoltaico negli anni scorsi, spesso con gli incentivi del Conto energia, e ora hanno deciso di aumentarne la potenza.

Elettrificazione dei consumi: crescono le esigenze

In molti casi succede per una ragione semplicissima, ossia la tanto auspicata “elettrificazione” dei consumi.

Anche se i moduli che abbiamo sul tetto continuano ad avere un rendimento ottimale, ci si è accorti che usando pompa di calore, piano a induzione e auto elettrica, serve avere più potenza solare sulle coperture dei nostri immobili. È la situazione in cui si trovano moltissime famiglie che si sono dotate in passato di un impianto attorno ai 3 chilowatt picco di potenza (che qualche anno fa era la “taglia” più comune di impianti fotovoltaici).

Quando e come procedere con un potenziamento dell’impianto 

Calcolare le reali esigenze

Bisogna partire sempre da un passaggio essenziale: valutare con attenzione i consumi annuali e quelli futuri del nucleo familiare (ad esempio, si potrebbe prevedere l’acquisto di un veicolo elettrico e della relativa colonnina di ricarica o l’utilizzo di pompe di calore per la climatizzazione). È questa la base delle nostre consulenze e dei nostri progetti.

Bisogna effettuare insieme al committente un calcolo realistico di cosa si possa ottenere dai pannelli fotovoltaici e a quale costo. Bisogna quindi sapere come coprire al massimo quelle esigenze con l’autoconsumo: in questi progetti entra in gioco la batteria, il sistema d’accumulo. È così che si arriva a ottenere anche il 90% di energia pulita e gratuita in casa, magari spostando alcuni consumi nelle ore in cui il fotovoltaico ha la produzione più alta.

L’esempio: cosa succede se ho un vecchio impianto da 3kWp 

Fatti i calcoli reali dei consumi della famiglia, attuali e futuri, si può passare alla scelta della strada per effettuare l’aumento di potenza dell’impianto. Non parliamo, naturalmente, del cosiddetto revamping, ossia del totale cambio di pannelli: è questo un caso davvero raro per il fotovoltaico domestico, poiché non succede quasi mai di avere l’esigenza di sostituire tutti i pannelli (in questo caso, potremmo aumentare la potenza del 5%).

Proviamo invece a ipotizzare una situazione che capita sempre più spesso: aumentare la potenza dell’impianto tenendo attivi i vecchi pannelli con i loro incentivi. Possiamo fare un esempio pratico su un impianto da 3 kWp con un’utenza in monofase (una situazione molto comune): in questo caso, posso aggiungere altri pannelli – con un nuovo impianto che va ad aggiungersi al vecchio – e ottenere un incremento dell’energia prodotta. Quindi, ad esempio, potrei aggiungere altri 3 kWp, raddoppiando in pratica la potenza a mia disposizione. Inoltre, c’è da calcolare anche una tolleranza su quei sei kilowatt picco rispetto agli inverter: questo significa che potrei arrivare, in totale, fino a 6,6 kWp (attenzione: ci si può spingere anche oltre, a seconda delle esigenze e delle condizioni di posa, una situazione da valutare con i nostri consulenti). 

Gli incentivi del vecchio impianto restano e sui nuovi pannelli ho i bonus previsti per legge

Il vecchio impianto, va sottolineato, non perde gli incentivi. I miei nuovi 3 kWp avranno il loro inverter e un nuovo contatore di produzione. Ma va specificato un altro vantaggio: nel caso io voglia sfruttare una batteria, posso farlo immettendo nel sistema d’accumulo anche la corrente prodotta dal vecchio impianto (anche se incentivato). Se il vecchio impianto non perde i suoi incentivi, è vero che il nuovo avrà comunque tutte le facilitazioni previste per legge attualmente, ad esempio le detrazioni del 50%, Scambio sul posto (in futuro anche il ritiro dedicato). 

Gli spazi si riducono rispetto ai vecchi impianti

Bisogna tener presente un altro aspetto importante: sempre per restare all’esempio di un vecchio impianto da 3 kWp, se aggiungo altri 3 kWp avrò bisogno di molto meno spazio. Questo succede perché i nuovi moduli, a parità di superficie, hanno ormai una potenza di almeno 450-460 watt, contro i circa 200-250 watt dei più vecchi. Quindi, in sostanza, nell’esempio che abbiamo fatto posso raddoppiare la potenza utilizzando la metà dello spazio occupato dal vecchio impianto. 

Per tutte le informazioni e i consigli, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione.

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