La guerra in Medio Oriente ha mostrato quanto sia rischioso per i Paesi dipendere da petrolio e gas. Tutti ci auguriamo che le trattative per una pace duratura tra Usa, Israele e Iran vadano a buon fine e che i trattati reggano, ma intanto la devastazione dello Stretto di Hormuz è avvenuta e ci vorranno anni per recuperare. Per questo gli osservatori e gli esperti internazionali sono concordi su due aspetti: da una parte il mondo si è reso conto che dipendere dalle fonti fossili è una follia, dall’altra c’è una buona notizia, ossia che la soluzione c’è ed è quella delle Rinnovabili.

La crisi più grave e le ripercussioni sulle nostre bollette

Il blocco dello Stretto di Hormuz e lo shock sui mercati di petrolio e gas naturale hanno mostrato tutta la fragilità della dipendenza dai combustibili fossili. Ma rispetto alle crisi energetiche del passato oggi esistono alternative mature: rinnovabili (a partire dal fotovoltaico), batterie, pompe di calore, veicoli elettrici ed elettrificazione industriale. Una serie di misure che le nazioni più avvedute stanno spingendo e incentivando ormai da due decenni, scelte che possono essere adottate da famiglie e imprese in Italia sfruttando detrazioni, bandi, misure come il Conto Termico 3.0 e strumenti finanziari. Il tutto per tagliare le bollette, che si tratti di quelle complessive dello Stato o di quella del nostro immobile.  

“Il vaso si è rotto e sarà difficile rimettere insieme i pezzi”

“Il vaso è rotto, il danno è fatto: sarà molto difficile rimettere insieme i pezzi. Ci saranno conseguenze permanenti sui mercati energetici globali per gli anni a venire”, ha sottolineato Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che ha aggiunto “questa è più grave di tutte le grandi crisi messe insieme”. Secondo Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), uno dei più prestigiosi centri di ricerca al mondo, “la crisi del 1973 rimosse circa il 5% dell’offerta mondiale di petrolio per cinque mesi. Quella di oggi ne rimuove circa il 10%, ovvero il doppio”. È stato inoltre tagliato circa il 20% del commercio globale di GNL via mare. Ras Laffan in Qatar, il più grande impianto di gas naturale liquefatto al mondo, è stato colpito da attacchi missilistici e ci vorrà molto tempo per ripristinarne la produzione. E ricordiamo che l’Italia importa il 10% del suo gas da questo paese. 

In sostanza, anche nel caso che gli accordi raggiunti per il cessate il fuoco reggano, ci vorranno anni per tornare alla normalità e il futuro resta soggetto a crisi improvvise dovute a guerre, incidenti o crisi economiche.

Aumenti dei costi: rimediare per sempre con Detrazioni e Conto Termico 3.0

Nessuno sa di preciso per quanto tempo i mercati energetici saranno perturbati, ma anche nel caso di trattative positive ci vorranno mesi, in alcuni casi anni.

Intanto, il Fondo monetario internazionale ha lanciato l’allarme rosso: il caro energia rischia di costare in un anno da 450 a 2.270 euro in più in bolletta alle famiglie italiane. In molti paesi asiatici e africani l’impatto è fortissimo e in alcuni casi incide sulla stessa sopravvivenza. Come detto, la soluzione è a portata di mano, almeno per quel che riguarda le scelte individuali di famiglie e imprese: basta dotare i propri immobili di soluzioni green come fotovoltaico, sistemi d’accumulo (batterie), pompe di calore, sistemi ibridi e colonnine di ricarica per i veicoli elettrici. Per farlo, si possono sfruttare le Detrazioni fiscali del 50% o il Conto Termico 3.0 (con incentivi fino al 65%), tenendo sempre d’occhio i vari bandi regionali o nazionali. 

I consulenti Ubisol sono a vostra disposizione per tutte le informazioni aggiornate su queste opportunità.

Le Nazioni Unite: boom globale delle Rinnovabili

Il responsabile delle Nazioni Unite per il clima, Simon Stiell, ha sottolineato l’”immensa ironia” per cui i leader che “hanno lottato per mantenere il mondo dipendente dai combustibili fossili, stanno inavvertitamente dando un’accelerazione al boom globale delle energie rinnovabili”.

In effetti è evidente la crescente attenzione alle soluzioni alternative. Così, nel Regno Unito si sta registrando un boom solare con vendite di sistemi solari aumentate dell’80% a marzo. La Francia ha raddoppiato gli stanziamenti per l’elettrificazione, portandoli a 10 miliardi di euro all’anno fino al 2030: veicoli elettrici, pompe di calore e interventi nell’industria. Quasi un terzo dell’energia consumata in Cina è elettrica, con le rinnovabili che soddisfano oltre l’80% della nuova domanda di elettricità e i veicoli elettrici che rappresentano oltre la metà delle nuove vendite di auto.

In sostanza, il Blocco di Hormuz ha sancito la vittoria delle rinnovabili e ha accelerato l’elettrificazione. 

Per tutte le informazioni sugli incentivi per le Rinnovabili e sulle soluzioni più adatte ai vostri immobili e ai vostri consumi, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione.

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