Ancora qualche mese e ci sarà un passaggio importante nel mondo degli impianti fotovoltaici: per i nuovi progetti il meccanismo del Ritiro dedicato sostituirà quello dello Scambio sul posto.
Il Gse, il Gestore dei servizi energetici, ha comunicato che il 26 settembre 2025 sarà l’ultima data utile per presentare una nuova richiesta di accesso al meccanismo dello Scambio sul posto, valida solo per gli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Qui è possibile consultare o scaricare la disposizione dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
Innanzitutto bisogna evitare di far confusione. Qui di seguito riassumiamo le diverse casistiche.
- Chi ha già un impianto, usufruisce dello Scambio sul posto per quindici anni. Se, ad esempio, ho allacciato il mio impianto nel 2015, la mia convenzione di Scambio sul posto scadrà dopo quindici anni, quindi nel 2030. Dovrò, quindi, limitarmi ad attendere la naturale scadenza (15 anni) della mia convenzione.
- Contratti precedenti al 31 dicembre 2009. Ci sono poi i casi di tutti coloro che hanno attivato il loro fotovoltaico quindici anni fa o, comunque, prima del 31 dicembre 2009: per loro la convenzione è scaduta a dicembre 2024 (allo scadere dei quindici anni). Per garantire la valorizzazione economica dell’energia immessa in rete, il Gse ha attivato d’ufficio, a partire dal primo gennaio 2025, il contratto Rid (Ritiro dedicato) in sostituzione di quello di Ssp (Scambio sul posto).
- Chi sta installando un impianto in questi giorni: se l’impianto entra in esercizio entro il 29 maggio 2025, basterà presentare la richiesta di accesso allo Scambio sul posto entro il 26 settembre 2025 e si avrà una convenzione Ssp valida per 15 anni.
- Chi allaccerà un impianto dal 30 maggio prossimo, avrà diritto a una convenzione di Ritiro dedicato.
Scambio sul posto: il meccanismo
Il meccanismo di Scambio sul posto ha rappresentato e rappresenta a tutti gli effetti una compensazione a “bilanciamento” tra l’energia prelevata e quella immessa in rete. Da qui la definizione di “scambio”: il proprietario dell’impianto immette in rete l’energia che non consuma direttamente “sul posto” e il Gse la compensa con quella che è stata prelevata dalla stessa rete quando se ne è avuto bisogno (ad esempio di notte, quando il fotovoltaico non produce).
Ritiro dedicato: come funziona
Con il Ritiro dedicato, il Gse corrisponde al produttore un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete il cui ammontare dipende dalla tipologia di impianto e dagli eventuali ulteriori incentivi di cui l’impianto beneficia. Si tratta, quindi, di una vera e propria vendita dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto e ceduta in rete, ad un prezzo stabilito.
L’importanza dei sistemi d’accumulo
Che si abbia una convenzione di Scambio sul posto o una di Ritiro dedicato, appare sempre più chiaro un aspetto: la vera novità in questo mondo è quella delle cosiddette batterie, ossia dai sistemi d’accumulo. Infatti, sia che io “venda” il surplus d’energia, sia che lo “scambi”, sto cedendo energia che ho prodotto sul tetto di casa: è molto più conveniente per me auto consumarla.
Quindi, se non posso farlo subito, mi conviene conservarla con un sistema d’accumulo e utilizzarla quando ne ho bisogno. In definitiva, come spieghiamo ai nostri clienti da anni, l’obiettivo deve essere quello di massimizzare l’autoconsumo. Per questo bisogna sempre riflettere sull’installazione di un sistema di accumulo e sulla conseguente riduzione della quantità di energia da immettere in rete.
Se volete saperne di più sui sistemi di accumulo e sui vantaggi che offrono consigliamo di leggere questo articolo o di vedere la video intervista a Davide Gennaretti, responsabile dell’ufficio tecnico di Ubisol.
Per tutte le informazioni su quanto sta per accadere con i meccanismi di valorizzazione dell’energia prodotta dal fotovoltaico, Scambio sul posto o Ritiro dedicato, i nostri consulenti sono a vostra disposizione.