Ancora qualche mese e ci sarà un passaggio importante nel mondo degli impianti fotovoltaici: per i nuovi progetti il meccanismo del Ritiro dedicato sostituirà quello dello Scambio sul posto.

Il Gse, il Gestore dei servizi energetici, ha comunicato che il 26 settembre 2025 sarà l’ultima data utile per presentare una nuova richiesta di accesso al meccanismo dello Scambio sul posto, valida solo per gli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Qui è possibile consultare o scaricare la disposizione dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

Innanzitutto bisogna evitare di far confusione. Qui di seguito riassumiamo le diverse casistiche.

Scambio sul posto: il meccanismo

Il meccanismo di Scambio sul posto ha rappresentato e rappresenta a tutti gli effetti una compensazione a “bilanciamento” tra l’energia prelevata e quella immessa in rete. Da qui la definizione di “scambio”: il proprietario dell’impianto immette in rete l’energia che non consuma direttamente “sul posto” e il Gse la compensa con quella che è stata prelevata dalla stessa rete quando se ne è avuto bisogno (ad esempio di notte, quando il fotovoltaico non produce). 

Ritiro dedicato: come funziona

Con il Ritiro dedicato, il Gse corrisponde al produttore un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete il cui ammontare dipende dalla tipologia di impianto e dagli eventuali ulteriori incentivi di cui l’impianto beneficia. Si tratta, quindi, di una vera e propria vendita dell’energia prodotta in eccesso dall’impianto e ceduta in rete, ad un prezzo stabilito. 

L’importanza dei sistemi d’accumulo

Che si abbia una convenzione di Scambio sul posto o una di Ritiro dedicato, appare sempre più chiaro un aspetto: la vera novità in questo mondo è quella delle cosiddette batterie, ossia dai sistemi d’accumulo. Infatti, sia che io “venda” il surplus d’energia, sia che lo “scambi”, sto cedendo energia che ho prodotto sul tetto di casa: è molto più conveniente per me auto consumarla.

Quindi, se non posso farlo subito, mi conviene conservarla con un sistema d’accumulo e utilizzarla quando ne ho bisogno. In definitiva, come spieghiamo ai nostri clienti da anni, l’obiettivo deve essere quello di massimizzare l’autoconsumo. Per questo bisogna sempre riflettere sull’installazione di un sistema di accumulo e sulla conseguente riduzione della quantità di energia da immettere in rete.

Se volete saperne di più sui sistemi di accumulo e sui vantaggi che offrono consigliamo di leggere questo articolo o di vedere la video intervista a Davide Gennaretti, responsabile dell’ufficio tecnico di Ubisol.

Per tutte le informazioni su quanto sta per accadere con i meccanismi di valorizzazione dell’energia prodotta dal fotovoltaico, Scambio sul posto o Ritiro dedicato, i nostri consulenti sono a vostra disposizione. 

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