Domande “da fine febbraio-inizio marzo”, istruttorie chiuse entro giugno, progetti da completare entro il 2028. Non sono ammessi salti dalla procedura precedente. Queste, in estrema sintesi, le indicazioni più importanti emerse dall’incontro che si è tenuto a Verona, nelle giornate di FieraAgricola

I chiarimenti del ministero e del Gse sul Bando in arrivo 

Alcuni chiarimenti sulla nuova misura 2026 per le imprese agricole, come detto, sono arrivati grazie agli interventi del ministero dell’Agricoltura e del Gse nel corso del convegno “Il nuovo bando Parchi Agrisolari a sostegno delle imprese agricole per una transizione ecologica efficace e competitiva”, che si è tenuto a Fieragricola a Verona a inizio febbraio, a ridosso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che istituisce la “Facility Parco Agrisolare” (decreto consultabile o scaricabile qui).

Bando in arrivo, importante prepararsi per tempo

Secondo le anticipazioni, il nuovo bando del Parco Agrisolare partirà tra fine febbraio e inizio marzo 2026 e non consentirà alle imprese agricole di “saltare” da un bando all’altro per aggirare ritardi o difficoltà attuative. A definire il quadro è stato Mario Vella, dirigente del ministero, responsabile della missione Pnrr per l’agricoltura: la nuova Facility “non è una misura alternativa o sostitutiva rispetto ai precedenti bandi Agrisolare, ma una prosecuzione tecnica”. Il bando dovrebbe aprire entro inizio marzo. Ci si attende una domanda molto elevata e i tempi istruttori del Gse saranno limitati: “Presentare la richiesta nei primi giorni, completa e correttamente impostata, può fare la differenza nell’accesso ai finanziamenti”, è stato sottolineato durante l’incontro. Va ricordato che lo stesso Gse ha pubblicato nei giorni scorsi alcune interessanti slide informative sulle misure Agrisolare e Agrivoltaico (slide consultabili o scaricabili qui).

Le varie scadenze

Entro il 30 giugno il Gse dovrà aver individuato beneficiari per l’intera dotazione della Facility, pari a 789 milioni di euro, dimostrando alla Commissione europea che le risorse sono state impegnate.

I progetti selezionati avranno poi 18 mesi dalla data dell’atto di concessione per essere completati, con una finestra temporale che arriva fino al 2028.

Il rappresentante del Gse ha sottolineato che nel nuovo bando i tempi di istruttoria saranno più stretti rispetto al passato. Verranno privilegiate le domande complete e immediatamente ammissibili, mentre difficilmente si ripeterà la lunga stagione di interlocuzioni integrative che aveva caratterizzato i primi bandi Agrisolare. È un cambio di passo necessario, hanno spiegato Masaf e Gse, per rispettare le scadenze del Pnrr. 

Connessioni alla rete e avvio dei lavori

Sempre dal Gse è arrivato un chiarimento operativo importante sui tempi di connessione alla rete: come già avvenuto per i bandi precedenti, la rendicontazione sarà possibile anche se l’impianto non è ancora connesso. Per presentare domanda, non è necessario disporre né dell’autorizzazione né del preventivo di connessione.

Al contrario, l’avvio dei lavori prima della presentazione della domanda preclude l’accesso al contributo. La progettazione e le attività preparatorie sono ammesse, ma qualsiasi ordine o pagamento che configuri l’inizio dell’investimento deve avvenire solo dopo.

No a salti tra bandi

Le imprese che hanno già un progetto finanziato e sono in grado di completarlo devono portarlo a termine sulla misura originaria. La Facility, ha sottolineato Vella, non nasce per “riciclare” progetti già ammessi.

Un’impresa può rinunciare a un progetto Agrisolare solo se i lavori non sono stati avviati; in quel caso potrà presentare domanda sul nuovo bando, ma sarà collocata in fondo alla graduatoria. Se invece i lavori sono già iniziati, la rinuncia non consente di accedere alla Facility.

Stesse regole dei bandi precedenti

Un messaggio chiave, ribadito più volte da Masaf e Gse, è che il nuovo bando sarà di fatto una fotocopia del Parco Agrisolare già conosciuto. Anche se le regole tecniche di dettaglio non sono ancora state pubblicate, l’impianto della misura resterà invariato. Agrisolare continuerà a valere per la Facility, in termini di beneficiari, interventi ammissibili e intensità di aiuto. Questo consente alle imprese di prepararsi già ora, senza attendere l’avviso attuativo.

Impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati

Dal punto di vista tecnico, il bando continuerà a finanziare esclusivamente impianti fotovoltaici installati sui tetti di fabbricati – già accatastati al momento della domanda – strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, senza consumo di suolo. Nel corso del confronto di Verona, è stato chiarito che rientrano tra le strutture ammissibili anche le serre, purché siano permanenti e l’uso agricolo resti prevalente. Non sono invece ammissibili impianti a terra o soluzioni che sottraggano superficie agricola alla produzione.

Quasi 800 milioni d’euro e incentivi fino all’80%

Come detto, il bando Parco Agrisolare, nella versione “Facility”, sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, con contributi in conto capitale. La dotazione complessiva è di 789 milioni di euro. L’incentivo può coprire fino all’80% dell’investimento per le aziende agricole di produzione primaria che rispettano il criterio dell’autoconsumo, calcolato sul consumo medio annuo di energia elettrica, includendo anche i consumi termici documentati; negli altri casi l’intensità di aiuto scende, con aliquote che possono arrivare fino al 65% in funzione della tipologia di impresa e della localizzazione geografica. Sono ammissibili, oltre all’impianto fotovoltaico, anche sistemi di accumulo, infrastrutture di ricarica elettrica e interventi complementari come la rimozione dell’amianto, la coibentazione e l’aerazione delle coperture, entro massimali di spesa definiti.

Per tutte le informazioni sul bando Agrisolare, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione.

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