Arrivano due opportunità che le imprese agricole dell’Emilia Romagna possono sfruttare per tagliare i costi energetici. Sono tre i milioni che la Regione mette a disposizione attraverso due bandi (possono essere scaricati qui) che vanno ad aggiungersi alle opportunità offerte da provvedimenti di carattere nazionale che ormai annualmente vengono proposti, come nei casi dell’Agrivoltaico e dell’Agrisolare.
Le consulenze Ubisol alle aziende agricole
Ubisol fornisce tutta l’assistenza necessaria agli imprenditori per accedere ai bandi regionali dell’Emilia Romagna, così come avviene per quelli di carattere nazionale, anche in collaborazione con le più importanti associazioni datoriali sul territorio. Sono decine le aziende agricole che hanno avuto accesso ai fondi messi a disposizione a livello statale e regionale negli anni e nei mesi scorsi grazie alle consulenze e ai progetti Ubisol, azienda leader nel settore delle Rinnovabili con sedi a Rimini, Ravenna e Codigoro (FE).
Due bandi: le informazioni essenziali e i risparmi energetici
Come detto, la Regione Emilia Romagna ha aperto due sportelli per sostenere gli imprenditori agricoli. Le spese vengono sostenute fino al 60% in un caso e fino al 50% nell’altro. Il progetto deve prevedere un investimento minimo di 20mila euro. La scadenza, per tutti e due, è quella del 14 luglio 2026.
Un obiettivo deve essere perseguito in tutti e due i percorsi: occorre investire in progetti per migliorare anche dal punto di vista energetico i siti aziendali dedicati alle attività extra agricole.
I due bandi in questione (scaricabili qui) hanno una dotazione complessiva di 3 milioni di euro:
- 1,5 milioni per l’azione B – Agricoltura sociale
- 1,5 milioni per l’azione D – Trasformazione prodotti agricoli
La scadenza dei termini per partecipare ai due bandi, come detto, è fissata al 14 luglio 2026 (ore 13).
Le installazioni in materia di energia non sono trattate come una categoria autonoma di spesa, ma rientrano all’interno degli interventi edilizi. In entrambi i casi, infatti, è richiesto che, quando si interviene sugli edifici aziendali, si persegua un miglioramento delle prestazioni energetiche rispetto ai livelli minimi di legge, da dimostrare già in fase progettuale.
Bando agricoltura sociale
Il primo bando, quello dedicato all’agricoltura sociale, è rivolto agli imprenditori agricoli, singoli o associati, che investono per sistemare e adattare gli edifici aziendali da usare per l’attività sociale, compresi interventi di ristrutturazione e, solo in alcuni casi, piccoli ampliamenti legati agli edifici esistenti.
Rientrano anche i lavori sugli spazi esterni e l’allestimento dei locali con arredi, attrezzature e dotazioni necessarie. Sono finanziabili inoltre le spese tecniche e l’acquisto di strumenti informatici e software per gestire l’attività.
Nel caso in cui la ristrutturazione riguardi un intero edificio il progetto deve portare a un miglioramento concreto delle prestazioni energetiche rispetto ai livelli minimi previsti dalla normativa vigente.
Sono considerate prioritarie le aziende agricole che richiedono finanziamenti per ristrutturare locali dismessi dall’attività agricola:
- per un’attività di inserimento socio-lavorativo;
- da adibire a servizi educativi per la prima infanzia (attività di sviluppo educativo di bambini in età prescolare);
- la ristrutturazione di locali che consentono lo svolgimento di attività fruibili a persone con disabilità.
Il contributo a fondo perduto viene concesso con una percentuale pari al 60% delle spese ammissibili.
Bando trasformazione prodotti agricoli
Il secondo bando è quello dedicato alla trasformazione dei prodotti agricoli: in questo caso si punta anche all’installazione di impianti da fonti rinnovabili, considerati elementi qualificanti degli investimenti.
Possono accedere ai contributi le imprese agricole e le cooperative, sia in forma singola che associata.
La misura sostiene la creazione e lo sviluppo di attività di trasformazione dei prodotti agricoli (prodotti non compresi nell’Allegato I del TFUE), nonché la loro lavorazione e vendita diretta in azienda.
Tra i prodotti ammissibili rientrano anche birra, pane, paste alimentari e oli essenziali derivati da piante officinali. Almeno il 70% delle materie prime deve provenire dall’attività agricola dell’impresa.
Sono finanziati gli interventi per realizzare o adeguare gli spazi di lavorazione, inclusi lavori edilizi, acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, oltre alle soluzioni per confezionamento ed etichettatura.
Sono ammesse anche le spese per punti vendita aziendali, comprese le dotazioni informatiche e i software per la gestione, anche online, delle vendite, insieme alle spese tecniche generali.
Il contributo a fondo perduto varia in base alla localizzazione: è pari al 50% nelle aree rurali con problemi di sviluppo (zona D), al 45% nelle aree rurali intermedie (zona C) e al 40% nelle altre zone del territorio regionale.
Ai fini della graduatoria, viene attribuita priorità ai progetti che includono impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Per tutte le informazioni sui bandi dell’Emilia Romagna e per le opportunità di carattere nazionale riservate alle imprese agricole, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione. Contattateci.