Arrivano i finanziamenti regionali per l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica per alcune categorie di imprenditori. Se nelle Marche si concedono aiuti alle aziende vitivinicole, in Emilia Romagna ci sono soldi a fondo perduto per gli acquacoltori.

Il bando in Emilia Romagna

Riqualificazione energetica per l’acquacoltura

Cosa finanzia il Bando varato dalla Regione Emilia Romagna? I fondi sono destinati alla riqualificazione energetica delle imprese del settore dell’acquacoltura, un comparto presente nei territori di costa della Romagna in particolare e in quelli del Ferrarese. Per verificare il bando, basta cliccare qui

I fondi a disposizione: fino al 60% della spesa

La partita è davvero interessante: dalla Regione arriveranno oltre 5,5 milioni di euro da assegnare con contributi a fondo perduto alle micro, piccole e medie imprese del settore acquicolo. L’acquacoltura deve essere esercitata in maniera esclusiva o anche solo prevalente. L’aiuto concesso consiste in un contributo in conto capitale pari al 60% della spesa ammessa che, nel caso degli interventi energetici, dovrà essere compresa tra 20mila e 200mila euro. La domanda deve essere inviata entro il 9 dicembre 2024.

Cosa si può finanziare

La lista, in sintesi, è composta da tre voci: risparmio energetico, fonti rinnovabili, imbarcazioni elettriche. Lo scopo della misura è quello di concedere incentivi alle imprese di acquacoltura che investono anche per migliorarsi dal punto di vista energetico. Il contributo è quindi concesso per perseguire tre tipi di azioni.

La transizione energetica

Il primo dei tre ambiti è quello della “Transizione energetica e mitigazione degli impatti ambientali delle attività di acquacoltura”. In questa azione rientrano gli investimenti per la riduzione del consumo energetico, come i sistemi di illuminazione, le apparecchiature di pompaggio, gli impianti idraulici, gli impianti elettrici e gli impianti di riscaldamento e refrigerazione.

Fotovoltaico e batterie per tagliare le bollette

Il Bando della Regione punta anche sulla produzione di energia green per tagliare le bollette. Sono infatti finanziabili anche gli investimenti per l’utilizzo di energie rinnovabili negli impianti acquicoli per uso esclusivamente aziendale, come un impianto fotovoltaico. In questo caso, gli investimenti devono essere realizzati in coerenza con la normativa regionale di settore e sono ammissibili solo se la produzione di energia risulti di potenza non superiore al fabbisogno medio aziendale e solo qualora non sia prevista l’immissione in rete dell’energia prodotta.

L’adeguamento degli impianti e dei mezzi

Il terzo tipo di investimento finanziato è quello delle spese per l’adeguamento o la realizzazione di nuovi impianti di acquacoltura più sostenibili rispetto a quelli già detenuti dall’azienda. Viene ricompreso anche l’ammodernamento o la ristrutturazione di imbarcazioni di servizio, sempre con la finalità del risparmio energetico come, ad esempio, la sostituzione del motore a scoppio con uno elettrico o ibrido, oppure ad alimentazione solare. Tra le spese sono anche ammessi gli investimenti per gli automezzi per il trasporto dei prodotti ittici allevati, compreso il prodotto vivo. Questi automezzi devono viaggiare con un motore elettrico al 100% oppure con un motore ibrido.

Fotovoltaico-in-azienda-enoturistica

Il bando nelle Marche

Fondi per le imprese che propongono il turismo enologico

La Regione Marche sostiene gli investimenti delle imprese del settore enoturistico, per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili negli spazi aziendali. Il bando è finanziato dal Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023–2027 con 1,5 milioni di euro. Possono presentare la richiesta gli imprenditori agricoli singoli e associati con attività vitivinicola.

Efficienza energetica e fonti rinnovabili negli spazi aziendali

Come noto, ormai le spese energetiche sono una delle voci di maggior peso per un imprenditore. Per questa ragione, la Regione Marche finanzia la realizzazione e l’adeguamento degli impianti tecnologici (termico, idrosanitario, elettrico) quando questi progetti comportino l’utilizzo di tecnologie volte al risparmio energetico o idrico e alla utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili necessari all’attività enoturistica, come il fotovoltaico e i sistemi d’accumulo.

Aiuti fino al 50% della spesa

L’aiuto viene riconosciuto, in conto capitale, con le modalità stabilite dal regime de minimis. L’entità massima del contributo che è possibile riconoscere per le diverse tipologie di intervento, relativamente a ogni progetto approvato, è pari a 200mila euro. L’aliquota parte dal 30% e arriva al 50%, a seconda degli interventi richiesti. Sono considerati investimenti prioritari, quelli in bioedilizia e quelli per la produzione e l’accumulo di energia da rinnovabili, nei limiti del fabbisogno aziendale per l’attività enoturistica. Le domande possono essere inviate entro il 6 marzo 2025.

Per progetti e informazioni, è possibile rivolgersi ai consulenti energetici Ubisol, inviando una richiesta a info@ubisol.it o attraverso il form del sito. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *