Anche il mondo del calcio sfrutta i vantaggi del fotovoltaico e li condivide con i tifosi attraverso le comunità energetiche. È quanto sta accadendo in Europa e, per una volta, l’Italia è tra i pionieri delle rinnovabili grazie all’Udinese, mentre operazioni simili nascono in Germania e Portogallo.
L’impianto fotovoltaico dell’Udinese: Cer con tifosi e imprese
È stato ultimato l’impianto fotovoltaico sullo stadio dell’Udinese, cuore della Cer per aziende e tifosi. L’impianto fotovoltaico presente sulla copertura dello stadio di Udine sarà infatti messo a disposizione della prima Comunità energetica italiana in ambito calcistico. Il progetto si chiama “Energia in campo” e punta a fare da apripista in questo comparto sportivo. La presentazione del progetto è stata ospitata, a inizio aprile, nella sede della Lega calcio Serie A, a Milano.
Le caratteristiche e i prossimi passi
“L’obiettivo del progetto – hanno spiegato dal sodalizio sportivo – è consentire ai sostenitori del club e alle aziende dell’area circostante l’impianto di condividere e utilizzare la parte di energia prodotta dal parco solare e non impiegata nella struttura calcistica, ossia circa il 30% della generazione stimata”.
La manifestazione di interesse da parte delle aziende è già in corso, mentre è stata avviata la fase di raccolta delle adesioni tra i supporter della squadra. L’impianto fotovoltaico, ultimato da poche settimane, conta 2.409 pannelli su 4.615 mq, in grado di produrre una media di circa 3.000 kWh/giorno.
Per il Porto FC le Cer sono due
Se questa è la prima esperienza di Comunità energetica legata al mondo del calcio italiano, fuori dai confini nazionali si contano già alcuni esempi di questo tipo. È il caso del Porto FC che, nel 2023, ha avviato la costituzione di due comunità energetiche rinnovabili, la prima legata allo stadio Dragão e la seconda al centro di allenamento Olival. Il progetto ha l’obiettivo della sostenibilità, come ribadito dal club sportivo portoghese che ha annunciato la riduzione delle sue emissioni di gas serra del 55% entro il 2030.
L’esperienza col fotovoltaico del Borussia
L’ultima notizia in ordine di tempo, in questo caso legata solo all’uso del fotovoltaico negli stadi, arriva dal Borussia Dortmund. La società tedesca ha sottoscritto un accordo con un importante fornitore di moduli per creare “il più grande impianto fotovoltaico al mondo su un tetto di uno stadio”, come si annuncia in un comunicato dello scorso 26 marzo.
La previsione è quella di installare più di 11.000 moduli “full black”. In totale, il sistema genererà oltre 4 MWh l’anno di energia per il consumo interno del Borussia Dortmund, riducendo le emissioni di CO2 del club di circa 1.800 tonnellate l’anno. L’inizio dell’installazione è previsto per la prossima estate, mentre il completamento dovrebbe arrivare entro settembre 2025.
Cer in Italia, una situazione in divenire
Se si allarga lo sguardo alla situazione complessiva delle Cer in Italia, va detto che i riferimenti potrebbero presto cambiare. Lo scorso 26 marzo, va ricordato, c’è stato un tavolo di confronto tra Mase, imprese e associazioni su questo tema, nel corso del quale è stato segnalato come l’attuale business model delle comunità energetiche vada cambiato per assicurare una certa sostenibilità. Questo dovrebbe avvenire in primis allargando i confini oltre i Comuni sotto i 5.000 abitanti.
Proroga per l’accesso ai fondi Pnrr
Intanto è comunque arrivata la proroga al 30 novembre per la presentazione delle richieste di accesso ai fondi Pnrr sulle Cer, senza dimenticare che Rse ha implementato, sul suo Geoportale Energia e Territorio, il tool “Localizzazione delle iniziative di Cer in Italia”, creando una mappa interattiva che censisce le comunità energetiche rinnovabili a vario livello di sviluppo.
Attualmente, come aveva dichiarato a Key Energy (la manifestazione ospitata alla Fiera di Rimini) il presidente Gse, Paolo Arrigoni, sul fronte Cer “sono più di 2.000 le domande per il contributo Pnrr nei piccoli comuni e oltre 750 le domande di qualifica per le comunità energetiche, di cui 400 hanno già ricevuto semaforo verde”.