Le novità con la legge di Bilancio: aumentano i vantaggi
Il metodo per tagliare i costi dell’energia
Come ormai acclarato da oltre un decennio, un impianto fotovoltaico sulla copertura del capannone è uno dei pochi modi per tagliare i costi energetici in impresa. Quella delle bollette di gas e luce è diventata la seconda o terza voce di spesa per un imprenditore, dopo quella del personale.
Transizione 5.0, il decreto atteso per efficientare le imprese
Anche per questo si attendeva con favore una legge statale che favorisse l’installazione di impianti fotovoltaici sulle strutture aziendali, disposizione che è arrivata col decreto Transizione 5.0. Il decreto è pienamente operativo dalla seconda decade di settembre 2024, con l’attivazione della piattaforma per le comunicazioni di completamento dei progetti. È interessante poter fare il punto su quel che sta succedendo nel mondo dell’impresa.
Aumentano i vantaggi con la legge di Bilancio 2025
Con la Legge di Bilancio 2025, licenziata il 31 dicembre 2024, si introducono diverse novità che si applicano anche alle pratiche già avviate.
Qui di seguito l’elenco delle modifiche.
Nuovi scaglioni – Gli scaglioni di investimento, che inizialmente erano tre, diventano due: lo scaglione con tetto a 2,5 milioni di investimento e quello da 2,5 a 10 milioni vengono accorpati in uno solo.
Le aliquote – Investimenti fino a 10 milioni di euro: aliquota unica 35% (in questo modo le aliquote del 35%, 40% e 45%, previste in precedenza solo per investimenti fino a 2,5 milioni, si applicano ora a un intervallo più ampio, rendendo il piano più conveniente anche per investimenti più sostanziosi);
Investimenti da 10 milioni fino a 50 milioni di euro: aliquota 5%.

Fotovoltaico – Con le modifiche, arrivano sostanziosi aumenti per le percentuali. Gli acquisti di moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari:
- al 130% (ex 100%) per i moduli fotovoltaici con efficienza di modulo almeno pari al 21,5%;
- al 140% (ex 120%) per i moduli con efficienza di modulo almeno pari al 23,5%;
- al 150% (ex 140%) per i moduli con efficienza di modulo almeno pari al 24%.
Cumulabilità – Possibilità di cumulare le misure del Piano Transizione 5.0 con misure nazionali ed europee e vengono inclusi anche i crediti d’imposta per gli investimenti in area ZES.
Semplificazioni – Viene considerato ottenuto l’efficientamento energetico per beni acquistati nell’ambito di progetti con le Esco.
Inoltre, in caso di sostituzione di un macchinario obsoleto, si può evitare di dover calcolare il risparmio energetico se si accetta l’aliquota al 35% prevista per gli investimenti fino a 10 milioni di euro.
Introduzione delle ESCo – Il credito d’imposta può essere riconosciuto anche alle società di servizi energetici (ESCo) certificate da organismo accreditato per i progetti di innovazione effettuati presso l’azienda cliente. La riduzione dei consumi energetici si considera conseguita nei casi di progetti di innovazione realizzati in presenza di un contratto EPC (Energy Performance Contract) nel quale sia previsto l’impegno a conseguire una riduzione dei consumi energetici differenziata a seconda che si faccia riferimento alla struttura produttiva o ai processi produttivi interessati dall’investimento.
Le informazioni di base
Quali aziende possono accedere agli incentivi?
Va innanzitutto chiarito che Transizione 5.0, è una misura d’incentivazione prevista nella Missione 7 del capitolo REPowerEU del Pnrr. Lo scopo è proprio quello di dare una mano alle imprese – di ogni genere e attive in Italia – incentivando l’efficientamento energetico dei processi produttivi.
Il budget a disposizione
Il piatto è davvero ricco: si sommano infatti un paio di misure, che portano il totale degli aiuti a cifre interessanti. Transizione 5.0, infatti, ha budget di 6,3 miliardi di euro, che diventano 12,7 sommando i fondi ricompresi nella misura Transizione 4.0. Ne possono beneficiare tutte le imprese, per progetti negli anni 2024 e 2025 in strutture produttive in Italia.
Cosa viene finanziato?
L’incentivo riguarda, come detto, il miglioramento dei processi produttivi, studiati dal punto di vista dell’efficienza energetica. Sono incentivabili le spese per beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa, a condizione che portino a una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3% o, in alternativa, di almeno il 5% se si considerano solo i processi interessati.
Fotovoltaico e batterie: incentivi quando abbinati alle spese “trainanti”
Sono anche agevolabili, solo se abbinati agli investimenti di cui sopra, gli impianti per autoproduzione di energia elettrica da rinnovabili, a eccezione delle biomasse, compresi i sistemi di accumulo. Come spiegano tutti i tecnici e le categorie economiche, l’impianto fotovoltaico abbinato agli investimenti di Transizione 5.0 è lo strumento migliore per ottenere il taglio dei consumi, ancora più efficace se nel progetto viene considerato un sistema d’accumulo.
Il Gse, il Gestore dei servizi energetici, ha attivato una sezione del suo sito con tutte le spiegazioni e le informazioni per le aziende. Sono ricomprese anche le novità della legge di Bilancio 2025.
Per tutte le informazioni sugli impianti fotovoltaici e i sistemi d’accumulo per le imprese con gli incentivi di Transizione 5.0, ci si può rivolgere a Ubisol.