Presto ci saranno circa 800 milioni d’euro a disposizione degli imprenditori agricoli per tagliare le spese energetiche delle loro imprese. È infatti in uscita la nuova misura Agrisolare, con un nuovo bando Pnrr da 789 milioni di euro.
Le consulenze di Ubisol per gli agricoltori
La misura “Facility Parco Agrisolare” prevede ricchi incentivi per le imprese agricole che decidono di installare impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali. A disposizione ci sono 789 milioni di euro che arrivano dal Pnrr, incentivi che consentiranno di dotarsi di energia solare gratuita. Il provvedimento si pone in continuità con i Bandi Parco Agrisolare degli scorsi anni, che Ubisol ha spesso sfruttato a favore degli imprenditori del settore agricolo. Le modalità operative per presentare le domande (date, moduli e portale) saranno definite nei prossimi avvisi pubblici emanati dal ministero dell’Agricoltura e gestiti operativamente dal Gse. In sostanza, si è in attesa solo del decreto attuativo.
Parco Agrisolare, cos’è e come funzionerà
La misura “Facility Parco Agrisolare”, finanziata dal Pnrr nell’ambito della Missione 2, Componente 1, con l’obiettivo di trasformare le strutture produttive dei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale in siti di produzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo (anche condiviso), è disciplinata dal Decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025 del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (qui è possibile consultare o scaricare il Decreto ministeriale).
Cosa viene finanziato
Gli interventi finanziati riguardano l’installazione di fotovoltaico in copertura su edifici strumentali. Lo spirito del decreto è quello di combinare “produzione rinnovabile, requisiti di qualità ed efficienza e rispetto degli obiettivi climatici”. L’accesso al contributo richiede un corretto dimensionamento dell’impianto, la verifica del fabbisogno energetico e una relazione tecnica asseverata coerente. Il ruolo dei consulenti e dei tecnici Ubisol è determinante per evitare errori istruttori e garantire l’ammissibilità dell’intervento.
Agrisolare 2026: numeri chiave
- Dotazione complessiva: 789 milioni di euro (PNRR)
- Potenza incentivabile: impianti fotovoltaici da 6 a 1.000 kWp
- Contributo massimo: fino all’80% delle spese ammissibili
- Massimale fotovoltaico: 1.500 €/kWp
- Massimale interventi complementari: 700 €/kWp
Agrisolare: le differenze con l’Agrivoltaico
Va detto che la misura prevista per i parchi agrisolari si distingue da altre politiche di sostegno come l’agrivoltaico, perché esclude espressamente l’installazione degli impianti a terra. L’intervento è infatti concentrato sulle strutture esistenti, valorizzando il patrimonio edilizio rurale e tutelando il suolo agricolo, che resta interamente destinato alla produzione.
Le tempistiche del Facility Parco Agrisolare
Le tempistiche indicate risultano particolarmente stringenti: il consiglio che possiamo dare è quello di rivolgersi ai consulenti Ubisol per cominciare a programmare gli interventi, partendo da una verifica della fattibilità. È inatti sempre necessario affidarsi a un esperto che possa stabilire se esistono le condizioni per l’investimento e per la richiesta degli incentivi. Il decreto indica il 31 dicembre 2026 come data entro cui stipulare gli accordi giuridici con i beneficiari per l’intero importo e completamento dell’investimento. Per quanto riguarda i singoli interventi, la regola operativa risulta altrettanto netta: i progetti ammessi dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento.
Dotazione e ripartizione delle risorse
La dotazione finanziaria complessiva della Facility Parco Agrisolare è pari a 789 milioni di euro. All’interno di questo importo è prevista anche una quota per gli oneri di gestione del soggetto attuatore, fino a 16 milioni di euro. Ecco la ripartizione che viene effettuata tra le diverse tipologie di attività agricole:
- 473 milioni alla produzione agricola primaria (con vincoli già previsti nel quadro tecnico della misura);
- 140 milioni alla produzione agricola primaria senza tali vincoli, con possibilità per le imprese di presentare domanda solo su una delle due linee;
- 150 milioni alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli;
- 10 milioni alla trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.
Quali imprenditori possono presentare domanda
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto capitale e si rivolgono a un insieme ampio di soggetti del comparto rurale e agroindustriale:
- imprenditori agricoli (in forma individuale o societaria)
- imprese della trasformazione e commercializzazione
- cooperative agricole e consorzi
- forme aggregate (ATI/RTI, reti d’impresa, comunità energetiche rinnovabili).
Sarà centrale il ruolo del Gestore dei servizi energetici (Gse), che è incaricato della parte operativa della misura: dalla gestione delle procedure e degli avvisi alla selezione delle domande, fino alla stipula delle convenzioni con i beneficiari e all’erogazione dei contributi.
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