I dati della ricerca 

Che le case che puntano sulle rinnovabili per abbattere le bollette (case Green) abbiano un valore superiore alle altre è una constatazione dettata dal buon senso, ma adesso arrivano i dati di una ricerca a confermarlo. QuiFinanza, testata economica italiana, analizza il report della Crif Real Estate Services, basato su migliaia di compravendite tra il 2021 e il 2025.

Green su, brown giù: le classi energetiche dettano il prezzo al metro quadro

L’analisi del quadriennio può essere sintetizzata in un assioma: gli immobili “green”, quelli con buone prestazioni energetiche (grazie a fotovoltaico, pompe di calore, sistemi d’accumulo) acquisiscono valore, le case “brown”, quelle energivore, lo perdono. Secondo i dati diffusi da Crif Real Estate Services, tra giugno 2021 e giugno 2025 gli immobili green (classi A e B) hanno registrato una decisa crescita del prezzo al metro quadro, mentre le abitazioni “brown” (classi F e G) hanno subito un forte calo.

Bollette più leggere e maggiore attrattiva per le banche

Si tratta di dinamiche che non riguardano solo l’aspetto legato alle bollette, ma la stessa solidità patrimoniale delle famiglie e l’attrattività per le banche, sempre più attente a finanziare immobili sostenibili. Il differenziale di mercato è ormai evidente: gli immobili green costano mediamente 500 euro al metro quadro in più rispetto alle case di classe intermedia (C-E) e circa 700 euro/mq in più rispetto a quelle brown. Nelle grandi città, spiega QuiFinanza, lo scarto è ancora più netto: nelle aree metropolitane il cosiddetto “brown discount” supera i 1.100 euro/mq, con uno sconto vicino al 40% per chi compra un’abitazione energivora.

Il caso di Milano: una differenza di mille euro al metro quadro

Un caso emblematico è quello di Milano: secondo l’analisi, dal 2023 i prezzi delle abitazioni green sono in crescita, mentre le case inefficienti hanno subito un forte deprezzamento. Nella capitale economico-finanziaria italiana, il differenziale tra immobili green e brown si aggira intorno ai 1.000 euro al metro quadro, pari a un -34% per le abitazioni meno performanti.

Sulla scelta pesa la domanda fatidica: “Quanto consuma?”

Già vent’anni fa, alla Ubisol evidenziavamo questo fattore: investire sulle rinnovabili non solo abbassa i costi energetici della propria casa, ma ne aumenta il valore. Già due decenni fa, infatti, le famiglie hanno iniziato a considerare le prestazioni energetiche dell’immobile come una delle caratteristiche essenziali della casa da acquistare, insieme alla sua posizione e alle caratteristiche estetiche. Insomma, ormai da vent’anni quando dobbiamo scegliere un immobile dobbiamo considerare “quanto consuma”, un po’ come succede per le automobili. Risparmiare sulle bollette, per limitarci ai conti della serva, significa ad esempio poter pagare più agevolmente le rate del mutuo. 

Sulle case green Nord avanti, Sud in ritardo

Un altro dato interessante della ricerca, come evidenziato da QuiFinanza, è il divario geografico. Nelle regioni del centro e nord Italia, dove il mercato è più dinamico e la sensibilità alla sostenibilità appare maggiore, la distanza di prezzo tra green e brown supera gli 800 euro/mq. Nelle regioni del sud lo scarto si riduce a circa 561 euro/mq, complice un mercato meno vivace e valori di partenza più contenuti.

Le differenze si ampliano anche a livello urbano. Nei centri delle città, una casa green costa oltre 1.000 euro/mq in più rispetto a una brown, con uno sconto che sfiora il 40%. Nel semicentro il divario scende a 949 euro/mq, mentre in periferia si riduce a circa 700 euro/mq.

Un dato interessante: nelle zone centrali non solo le case brown, ma anche quelle intermedie (C-E) subiscono una penalizzazione molto simile, con gap che arrivano vicini a quelli delle abitazioni peggiori.

Direttiva europea Case Green: una spinta culturale e finanziaria

Uno dei fattori che più spinge la domanda di case efficienti è l’avvicinarsi dell’entrata in vigore della Direttiva europea sulle case green. L’orizzonte di obblighi di riqualificazione energetica pesa sulle scelte delle famiglie e orienta il credito bancario. Chi compra oggi, dunque, guarda non solo ai risparmi in bolletta, ma anche alla capacità dell’immobile di mantenere valore nel medio periodo. Le banche, dal canto loro, stanno progressivamente premiando con condizioni migliori gli immobili sostenibili. Aumenta, insomma, la convenienza dei mutui green.

Investire sul proprio immobile e renderlo sostenibile, grazie a un impianto fotovoltaico con batteria o a una pompa di calore, è una scelta premiante: bollette più leggere, valori dell’immobile che aumentano e una bella mano all’ambiente. Un passo intelligente, soprattutto quando ci sono da sfruttare bonus e incentivi statali come in questo scorcio del 2025. Per tutti i consigli, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione.

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