Con le Rinnovabili cala la dipendenza dall’estero e sale l’occupazione. Nel mix energetico italiano, l’energia verde ha un peso sempre maggiore e ha un’influenza sempre più evidente sulle abitudini delle famiglie e sulle scelte delle imprese. Sono queste, in estrema sintesi, alcune delle certezze che vengono evidenziate nel report annuale curato dal team del ministero dell’Ambiente. Una vera e propria “pagella” energetica del nostro Paese che può essere riassunta in diversi punti, a partire dalla situazione che riguarda le Rinnovabili. La Relazione annuale sulla situazione energetica nazionale 2024 è stata presentata a inizio ottobre dai tecnici del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nella sede di Roma del Gse, il Gestore dei servizi energetici.
La situazione dell’energia rinnovabile
Continua il trend di crescita
I dati, naturalmente, sono riferiti all’anno 2023, dodici mesi che confermano quanto avvenuto negli ultimi due decenni. Spinte dalla corsa al taglio delle bollette, le Rinnovabili hanno continuato il loro processo di crescita. La loro diffusione è ormai capillare, con il fotovoltaico a farla da padrone sia sui tetti delle abitazioni che sulle coperture delle imprese.
I diversi tipi di Rinnovabili
In Italia la diffusione riguarda praticamente tutti i settori di utilizzo. L’elettrico (con le fonti solare ed eolica in progressiva crescita), il termico (trainato principalmente dalla diffusione delle pompe di calore) e i trasporti (biocarburanti e biometano). L’analisi del report effettuata dal Sole24Ore, con un approfondito articolo a firma Celestina Dominelli sottolinea come la quota dei consumi energetici complessivi coperta da rinnovabili è stimata al 19,8%, in aumento di circa 0,7 punti percentuali rispetto al 2022.
Nuovi posti di lavoro e 6,7 miliardi di investimenti
Altro trend che si conferma in crescita, è quello relativo all’occupazione che viene creata dal settore. Il tutto, naturalmente, viene determinato da quanto si investe in questo comparto ormai fondamentale dell’economia italiana. Il rapporto del Mase, il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, spiega che gli investimenti in nuovi impianti sono in aumento, arrivando a valori di circa 6,7 miliardi di euro, con ricadute occupazionali che si attestano a oltre 39mila unità di lavoro per le rinnovabili elettriche e a 37.000 per le rinnovabili termiche.
Gas ed efficienza energetica
La domanda di gas
La domanda del gas in Italia nel 2023 si è ridotta di 7 miliardi di metri cubi, con un calo del 10% rispetto all’anno precedente. In totale, è stata distribuita una quantità di gas pari a 61,7 miliardi di metri cubi. Come si giustifica la riduzione? Il rapporto del ministero rapporta il calo a una serie di fattori, a partire dal piano per il contenimento dei consumi. Una riduzione – sottolineano i tecnici – giustificata anche dalla persistente stagnazione che ha impattato su tutti i settori economici e produttivi. Altri fattori sono quelli dell’uso limitato del gas per la produzione di energia elettrica e quello delle condizioni climatiche particolarmente miti nel corso del 2023.
L’efficienza energetica
Si passa quindi al capitolo dell’analisi ministeriale che riguarda l’efficienza energetica, uno degli obiettivi principali delle politiche di sostegno economico in Europa. Per quanto riguarda l’efficienza energetica si evidenzia, per il 2023, una riduzione dei consumi finali di 3,65 Mtep (stime preliminari). L’articolo del Sole24Ore ricorda che, nel 2023, la percentuale di raggiungimento dell’obiettivo di risparmio energetico è risultata pari al 93%, che riflette da un lato un incremento su base annua dei risparmi derivanti dai Certificati bianchi e del Conto termico, a fronte di un rallentamento osservato nei nuovi risparmi energetici generati dagli interventi di riqualificazione edilizia incentivati dai meccanismi di detrazione fiscale.
La corsa degli investimenti
Gli investimenti in efficienza energetica nel 2022 si attestano su 6,6 miliardi di euro mentre le ricadute occupazionali superano le 87 mila unità di lavoro. Si registra, tra il 2022 e il 2023, un aumento degli investimenti in efficienza energetica effettuati dalla pubblica amministrazione e sostenuti dal meccanismo del Conto Termico, che passano da 169 milioni di euro a 327 milioni di euro.
La dipendenza dall’estero
La situazione delle importazioni
Continua a migliorare il rapporto con l’energia che arriva dai Paesi stranieri. La quota di importazione netta rispetto alla disponibilità energetica lorda è diminuita dal 79,2% del 2022 al 74,6% del 2023, migliorando la dipendenza del nostro Paese da fonti di approvvigionamento estere. In particolare, sottolinea il Sole24Ore, si è registrato un forte calo nelle importazioni nette di combustibili solidi (-2.911 ktep, -38%), delle energie rinnovabili e bioliquidi (-621 ktep, -22%) e del gas naturale (-8.823 ktep, -15%), mentre si registra una diminuzione più lieve nel caso dell’import netto di petrolio e prodotti petroliferi (-1.926 ktep, -2,5%), compensate da una crescita considerevole dell’import netto di energia elettrica (+711 ktep, +15%).
La produzione italiana
Qui le Rinnovabili continuano a farsi valere, delineando un futuro sempre più green per il nostro Paese. Con riferimento alla produzione nazionale si è registrato un aumento di 1.461 ktep, pari al 4,2% della produzione dell’anno precedente, attribuibile soprattutto all’aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili (+838 ktep, +3,2%), causata anche dalla crescita dell’idroelettrico che è stata determinata da fenomeni climatici favorevoli a questo genere di produzione.
Resta quindi confermata l’importanza strategica dell’energia rinnovabile in tutti i settori. Il fotovoltaico rappresenta ormai una certezza per i risparmi di famiglie e imprese. Per tutte le informazioni su incentivi, detrazioni fiscali e progetti, i consulenti Ubisol sono a vostra disposizione: basta contattarci con il format presente sul nostro sito.