Per chi usufruisce di un impianto fotovoltaico, c’è una data da segnare sul calendario. A fine settembre 2025, infatti, arriva lo stop alle nuove domande e ai rinnovi: si passa al Ritiro dedicato o alla cessione al mercato. Fino al 26 settembre 2025 c’è tempo per presentare domanda di accesso al meccanismo di Scambio sul posto (Ssp), ma solo per gli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Un’avvertenza importante: chi ha già un impianto in essere e un contratto di Ssp con il Gse, potrà goderne fino alla naturale scadenza, sapendo però che le convenzioni non potranno essere più rinnovate (qui è consultabile o scaricabile la delibera Arera 457/2024).
Ritiro dedicato e cessione al mercato
Con la fine dello Scambio sul posto, gli utenti dovranno optare per il Ritiro dedicato (Rid) o, se utenti del dispacciamento, per la cessione al mercato. “Il servizio di dispacciamento è svolto da Terna – chiarisce il Gse – è la gestione coordinata delle immissioni e dei prelievi di energia elettrica sulla rete di trasmissione nazionale per garantire il bilanciamento del sistema elettrico”. In pratica, Terna controlla i flussi elettrici e corregge i livelli di immissione e prelievo bilanciandoli momento per momento. Va sottolineato che il dispacciamento viene considerato per impianti superiori a 1 MW (quindi grandi impianti): con queste potenze, i produttori devono comunicare i programmi di immissione al Gse, il Gestore dei servizi energetici.
Il Ritiro Dedicato
Nel regime di Ritiro dedicato, il Gse remunera l’elettricità immessa in rete (quella prodotta ma non autoconsumata) attraverso pagamenti con cadenza mensile. Spiega QualEnergia, magazine di riferimento per il settore delle Rinnovabili: “A differenza dello Scambio sul Posto, nel Rid (ritiro dedicato) l’utente vende tutta l’energia in eccesso prodotta dal proprio impianto fotovoltaico e la paga normalmente quando la compra dalla rete”.
Le due opzioni: Prezzo Minimo Garantito o Prezzo Zonale Orario
Per le modalità di remunerazione, l’utente può scegliere tra Prezzo minimo garantito (Pmg) e Prezzo zonale orario (Pzo), a seconda del proprio consumo di energia e dalle specifiche del proprio impianto fotovoltaico. Il Pmg viene appunto “garantito” dal Gse a prescindere dall’andamento del mercato. Si tratta di una soluzione che può risultare conveniente se non ci si vuole esporre alle fluttuazioni dei prezzi e si preferiscono guadagni più stabili e prevedibili.
Il Prezzo zonale orario cambia invece in base alla zona geografica e all’ora del giorno. Questo implica che se l’energia che si immette in rete viene venduta nelle ore in cui il prezzo è più alto, ci si attendono guadagni maggiori.
La scelta e le modalità di consumo
Qual è la scelta migliore? Se l’impianto fotovoltaico produce molta elettricità che non si consuma direttamente e si preferisce la certezza di un prezzo stabile, il Pmg – Prezzo minimo garantito – può essere la scelta migliore. Se invece si vogliono monitorare i prezzi e si ritiene che il proprio impianto produca energia nelle ore con alti prezzi di mercato, il Pzo – Prezzo zonale orario – potrebbe offrire guadagni più elevati.
Per tutte le informazioni, i nostri consulenti energetici sono a disposizione così da guidare le scelte di chi si trovi nella situazione di dover operare una scelta tra le diverse opzioni previste dalle normative.