Lo diciamo ormai da vent’anni e, purtroppo, siamo costretti a ripeterci ancora una volta: le Rinnovabili sono l’unica soluzione per dormire sonni tranquilli, almeno per quel che riguarda gli aumenti di gas e luce determinati da guerre, crisi internazionali, dazi e misure protezionistiche. Anche questa volta, con la situazione che si vive in Iran, la previsione è scontata: rincari in vista per le spese energetiche di famiglie e aziende. 

Proteggere i propri conti sfruttando gli incentivi statali

Per proteggersi dai rincari, si può passare alle Rinnovabili sfruttando i ricchi incentivi attivi in Italia anche per il 2026. Basti pensare, solo per citare i due aiuti più importanti, alle detrazioni fiscali del 50% e al Conto Termico 3.0 con contributi fino al 65%. Per tutte le informazioni su incentivi e progetti basati su fotovoltaico, sistemi d’accumulo, pompe di calore e sistemi ibridi, basta contattarci attraverso il form o su info@ubisol.it

Petrolio e gas per l’Italia: cosa succede nello Stretto di Hormuz 

Lo scenario che porta ad aumenti sostanziali, si ripropone nel 2026 con l’attacco all’Iran, che impatta in maniera determinante su petrolio e gas. L’analisi di Luca Re, pubblicata da QualEnergia, chiarisce la situazione: “L’ago della bilancia dei prezzi energetici è ancora una volta lo Stretto di Hormuz, un braccio di mare lungo circa 60 chilometri tra Golfo Persico e Golfo dell’Oman che riveste un’importanza strategica di primo piano, poiché vi transita circa il 20% del commercio internazionale di petrolio e gas naturale liquefatto (Gnl). Il 25% del Gnl consumato nel 2025 dall’Italia proviene dal Qatar (circa 5-6 miliardi di metri cubi)”. 

La situazione attuale e i possibili scenari

Dopo i bombardamenti israeliani contro basi militari e nucleari iraniane dello scorso giugno, il conflitto attuale riapre scenari di grande incertezza sui mercati energetici e nel quadro geopolitico. Solo per citare un dato: per i “future” europei sul gas naturale, l’incremento è superiore al 40% (lunedì 2 marzo, ore 13,15) a oltre 44 €/MWh, superando i valori di giugno 2025. 

Ma cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi? Sul fronte petrolifero, secondo Wood Mackenzie, i prezzi del barile potrebbero sfondare quota 100 dollari se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero prolungarsi. Altri analisti, citati dall’agenzia Reuters, parlano di 80-90 dollari al barile nei prossimi giorni (Citigroup) e della possibilità di toccare 120-150 dollari nel caso “estremo” di una guerra estesa (Bernstein).

Fotovoltaico, sistemi d’accumulo, pompe di calore e ibride: lo scudo contro gli aumenti

Come accennato, sono ormai vent’anni che ripetiamo questo mantra: con le Rinnovabili ci si può mettere davanti alla televisione, scorrere internet o ascoltare la radio in auto e non tremare pensando a quanto dovremo pagare di più per le prossime bollette di gas e luce. L’energia del sole è gratuita e con questi strumenti si diventa, in pratica, dei produttori. Dal punto di vista energetico, quel che succede in Medio Oriente o in Russia ci riguarderà solo indirettamente.  

La spiegazione è semplice, ma sarà meglio elencare rapidamente i punti essenziali.

Il tutto, sfruttando gli incentivi e i bandi a disposizione per famiglie e imprese.

I nostri consulenti energetici sono a vostra disposizione per tutte le informazioni. Basta compilare il form o contattarci scrivendo a info@ubisol.it

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